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Addio a Laura Lonzar nostra “Madonna” dell’Alluvione ed ex Angelo del Fango

Edizione del: 1 novembre 2019

laura-lonzarSicuramente saranno molti i fiorentini che si ricorderanno il suo sorriso come nostra “Madonna” rinascimentale che Lei impersonava in tutte le cerimonie annuali ufficiali per l’Alluvione, da ex Angelo del Fango quale fu durante il post alluvione del 1966.

Lei era Laura Lonzar che ci ha lasciati lo scorso mese di giugno, con un passato da cronista per varie riviste, ma soprattutto amica personale del nostro Presidente Franco Mariani che da fine anni Novanta e fino al 49* anniversario, ovvero per quasi 20 anni, ha portato nei vari cortei dall’Oratorio della Madonna delle Grazie e fino al centro del Ponte alle Grazie la corona d’alloro del Comune di Firenze in ricordo delle vittime dell’Alluvione del 1966.

Franco Mariani Madonna delle Grazie“Laura ci mancherà – ha commentato nei giorni scorsi il Presidente di Firenze Promuove Giornalista Franco Mariani – ci mancherà la sua fiorentinità, i suoi sagaci commenti fiorentini, la sua vivacità, il suo calore umano, ma soprattutto ci mancherà vederla sfilare con quel suo vestito rinascimentale che per quasi 20 anni ha fatto di lei la Madonna Fiorentina rinascimentale dell’Alluvione, in rappresentanza di tutti gli ex Angeli del Fango, di cui lei ha fatto parte in quel novembre e dicembre 1966. A testimoniare la sua volontà di tenere viva la memoria, anche da fiorentina alluvionata, rimangono le sue tante testimonianze video rilasciate sia ad emittenti televisive regionali ma anche nazionali ed internazionali, e le foto della sua presenza a tutte le nostre varie cerimonie in ricordo delle vittime dell’Alluvione”.

Ecco una sua testimonianza, rilasciata all’inzio delle nostre prime cerimonie (1996). ovvero nel Trentannale dell’Alluvione, di quello che lei e la sua famiglia vissero in quei giorni e tratto dal suo diario personale:

laura-lonzar 24 Novembre 1966, ieri i nostri ragazzi scout approfittando dei giorni festivi, erano andati a fare un ‘campo”, ore 6,10 mi chiamano al telefono, è un genitore che abita vicino ai lungarni, mi parla concitatamente; “bisogna andare subito a prendere i ragazzi, la strada è allagata oltre il normale, l’Arno è in piena e potrebbe aumentare” (Nessuno però poteva prevedere quanto è poi accaduto), ci collegammo anche con altri genitori, mio marito partì subito ed io mi fermai in Borgognissanti, da mio padre ad aspettarli. Mentre bevevo un caffè caldo, sentimmo un rumore ed un gorgoglio fortissimo, corro per affacciarmi al terrazzino che è al 1 piano, mi trovai con i piedi nell’acqua, un acqua fangosa e spumeggiante che arrivava con una violenza rabbiosa, sfondando porte e saracinesche, trascinando quanto trovava sul suo cammino, mobili, suppellettili e auto come fossero dei giocattoli, le insegne che vedevo erano sommerse. Momenti di panico e paura invasero un po’ tutti.

Intanto che l’acqua continuava a correre, invadendo le altre strade ed il suo livello si abbassava, cominciarono a saltare le fogne e le tubature della nafta, oltre il fango quest’acqua diventò nera, puzzolente ed oleosa lasciando sui muri il segno del suo passaggio, questi furono poi presi come punti indicativi, ma da quello che ho potuto constatare dal mio punto d’osservazione, non è completamente corrispondente, in quanto nel frattempo si era già abbassato di almeno 40 cm. o più, tant’è, circa un paio d’ore dopo, sono potuta scendere con una scala dal lato Montebello.

Poiché continuava a piovigginare e questo era ll lato comico, sì vedevano persone con l’acqua all’inguine e l’ombrello aperto!

Gente che abitava nei seminterrati, lavoravano a velocità sorprendente chiudendo le finestrine, all’altezza marciapiede, con mattoni e cemento spuntati fuori come per miracolo, oppure, capitava di vedere auto sommerse e poco più su a monte, altre asciutte.

Mio figlio insieme agli altri scout vista la situazione, dopo aver raggiunto la famiglia per comunicare di essere rientrati a Firenze, cercarono di rendersi subito utili porgendo un primo soccorso a gente in difficoltà. Dal giorno successivo a questa calamità e agli altri che seguirono, furono organizzati i soccorsi, ognuno aveva il suo compito, scout, esercito, pompieri, giovani ed anziani, italiani e stranieri, che nel frattempo erano affluiti da tutte le parti per unirsi e cercare dì salvare quanto più possibile persone e cose, preziose o meno, roba di valore od oggetti quotidiani. Ancor oggi ammiriamo la loro forza d’animo, coperti dì fango, lavoravano instancabilmente, dimenticandosi anche di mangiare. Anch’io cercai di rendermi subito utile e poi ospitando in casa persone alluvionate, per fortuna avevo fatto una buona provvista di viveri in previsione delle feste.

Dopo tutti i disastri che l’Arno si è lasciato dietro, non tutti sanno che dal famoso Crocifisso del Cimabue nella chiesa dì S. Croce, dopo che l’acqua era defluita, cominciarono a staccarsi e cadere nella mota i pezzetti di colore dal dipinto, un frate, infangandosi tutto, ma con tanta pazienza raccolse queste scaglie appoggiandole su di un vassoio, intanto che fu chiamato altrove, mentre c’era gente che spalava e si dava da fare, un muratore, che dava una mano, vedendo questo vassoio quasi pulito e non immaginando mai cosa fossero quei detriti colorati misti a fango. lì buttò via per appoggiarci il … suo pranzo. (Questo è quanto mi è stato narrato da un frate sul posto).

Il giorno dopo, un solicello timido, ma con una luce spettrale che non avevo mai visto, illuminava la melma che ricopriva la città, ma … Firenze non si è data per vinta, anche chi ha perso tutto, ha cercato di reagire, invece dì piangersi addosso, si è rimboccato le maniche unendosi agli altri per aiutare a ripulire case e negozi, le cose varie ancora salvabili, senza risparmio di forze.

4 novembre 1996: con celebrazioni varie e premiazioni, vengono ricordati, dopo 30 anni, questi “Angeli del fango” e l’alluvione… Firenze è rinata, ma e l’Arno…

Laura Lonzar Ventura

MADONNA LAURA LONZAR

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