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GIUBILEO 2000

logo giubileo 2000 Firenze PromuoveLE NOSTRE INIZIATIVE
PER
IL GIUBILEO 2000

L’Associazione Firenze Promuove in occasione dell’Anno Santo del 2000 assieme all’artista fiorentino Galeazzo Auzzi, ha realizzato un progetto che è stato, in occasione del Giubileo, un messaggio storico- artistico di Firenze, che ben si è inserito in quel contesto di manifestazioni che sono andate ad arricchire tale evento.

Una Mostra, una pubblicazione e una videocassetta.

nizialmente si era pensato di raffigurare pittoricamente i Papi di questo secolo, ma ci sembrava riduttivo per il nostro excursus storico religioso non inserire un Papa dell’importanza di Pio IX, l’ultimo Papa Re. Con lui infatti viene a terminare il potere temporale del Romano Pontefice durato circa 1140 anni, ultimo Papa ad aver celebrato il Giubileo senza aprire le Porte Sante.

Via via che il progetto prendeva corpo ci rendemmo conto che l’idea della mostra dei 10 ritratti raffiguranti i Pontefici, nell’arco di tempo che avevamo preso in esame, necessitava di una scheda sulla loro missione pietrina, senza dimenticare però la storia e l’origine dell’evento giubilare, dando così un ulteriore senso al nostro lavoro.

In questi 10 ritratti dei successori dell’Apostolo Pietro, Auzzi è riuscito a carpirne, evidenziandole sapientemente, l’umanità, la sofferenza (Papa Giovanni Paolo II) la bontà (Giovanni XXIII e Giovanni Paolo I).

Mariani, a fronte della sua esperienza di giornalista vaticanista e di scrittore, ha cercato, nelle varie schede, di mettere in risalto gli aspetti meno conosciuti dell’apostolato di questi uomini di Dio, che si sono trovati a svolgere il loro ministero sacerdotale in un secolo travagliato, in continuo movimento, tutto teso alla ricerca del bene supremo.

La Mostra è stata presentata in anteprima al Santo Padre Giovanni Paolo II durante l’udienza concessa all’Associazione il 30 giugno dell’anno scorso in Vaticano.

Il Santo Padre ha benedetto personalmente i dieci quadri complimentandosi con il Presidente Mariani per la lodevole iniziativa giubilare.

La Prefazione della pubblicazione sulla mostra è stata scritta dal Presidente del Comitato Nazionale Grande Giubileo 2000 Delegato Pontificio – Arcivescovo Prelato di Loreto Angelo Comastri.

La Mostra è stata esposta nelle seguenti località:

1) ROMA 16 – 31 OTTOBRE 1999

Basilica di Santa Maria in Montesanto nella centrale e famosa Piazza del Popolo.

Inaugurata dalla Vice Presidente Regione Toscana Marialina Marcucci.

2) FIRENZE 19 DICEMBRE 1999

Loggia Rucellai nella famosissima via della Vigna Nuova.

Presentazione ufficiale alla Stampa con il Presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati On. Valdo Spini.

3) NOVEMBRE – DICEMBRE 1999

La pubblicazione sul Giubileo in questi due mesi è uscita in tutte le 400 edicole

di Firenze abbinato alla Rivista DEA, oltre che nelle principali librerie.

La Videocassetta è stata diffusa a partire da metà dicembre nelle librerie e in alcune edicole.

4) SCANDICCI 29 GENNAIO – 29 MARZO 2000

Parrocchia dei Salesiani.

Inaugurata dal Vescovo Emerito di Viterbo Mons. Bruno Tagliaferri, Membro della Congregazione Vaticana per le Cause dei Santi.

5) VERONA 1-15 APRILE

In una prestigiosa galleria d’arte che ha dedicato una restrospettiva al Maestro Galeazzo Auzzi.

6) FIRENZE 19-25 APRILE

Basilica della Santissima Annunziata – Settimana Santa e Pasqua di Risurrezione.

7) CASTAGNETO CARDUCCI (LI) 25 APRILE – 8 MAGGIO

Sala dei Democratici di Sinistra.

Occasione festeggiamenti triennali del Santissimo Crocifisso della Misericordia di Castagneto Carducci, con la partecipazione del Vescovo di Massa Marittima-Piombino.

8) FABRIANO 16-25 GIUGNO

Occasione Festeggiamenti Santo Patrono Giovanni Battista.

Inaugurata dal Sindaco e dall’Arcivescovo di Fabriano.

9) SAN SEPOLCRO (AR) 9 SETTEMBRE – 9 OTTOBRE

Palazzo Inghirami.

Quale Esposizione speciale nell’ambito Mostra Biennale del Merletto.

Inaugurata dal Parlamentare Europeo ed Ex Ministro On. Enrico Ferri.

10) FIRENZE 11-18 NOVEMBRE

Cripta della Basilica di Santa Croce.

Esposizione arricchita degli Stemmi degli Anni Santi e degli oggetti usati da Papa Pio IX e Paolo VI durante le loro visite alla Basilica.

Inaugurata dall’Assessore alla Cultura della Regione Toscana Mariella Zoppi e dall’Assessore alle Valorizzazioni e Tradizioni Popolari del Comune di Firenze Eugenio Giani.

11) CASELLINA 16-26 DICEMBRE

Parrocchia di Casellina.

Molte sono state le richieste di esposizione da varie Diocesi italiane che l’Associazione non ha potuto soddisfare per motivi tecnici vari.

In un apposito volume sono state raccolte le firme dei visitatori, che hanno sempre visitato la mostra gratuitamente, assieme ad una nutrita Rassegna Stampa.


In totale i visitatori sono stati oltre 90.000.

La Rassegna Stampa sulla mostra risulta essere di:

  • n 80 articoli su quotidiani nazionali.
  • n 30 servizi nei telegiornali nazionali e su varie emittenti regionali italiane.

stemma regione toscana

DISCORSO INAUGURALE IN SANTA CROCE
DELL’ASSESSORE ALLA CULTURA
DELLA REGIONE TOSCANA
MARIELLA ZOPPI

Ho accettato con particolare gioia l’invito di Franco Mariani, non solo perché le cose che lui propone per Firenze hanno un bel significato, e quindi le ho sempre seguite con grande interesse e grande affetto, ma anche perché vedere questi quadri da vicino, in cui il pittore Galeazzo Auzzi ha dimostrato di essere veramente un artista, nel saper cogliere espressioni, spiritualità, intelligenza in questi volti che si vedono esposti e che abbiamo qua alle nostre spalle, è un’occasione veramente unica ed irripetibile.

Naturalmente, essendo l’Anno del Giubileo, questa è un tipo di manifestazione non pomposa, anche perchè legata ad una spiritualità che spesso solo l’arte è in grado di esprimere, e di questo devo ringraziare, oltre a Mariani ed Auzzi, l’Associazione Culturale Firenze Promuove e i Padri Francescani di Santa Croce.

Per ognuno di noi alcuni di questi Papi hanno fatto parte della propria vita, altri sono ricordi di scuola, studiati con ammirazione perché ovviamente stiamo parlando di grandi figure, figure che hanno determinato vite spirituali, vite quotidiane, che hanno ispirato comportamenti e quindi fanno, in fondo, tutti parte di noi.

Permettetemi, in un’occasione come questa, di raccontarvi una piccola esperienza personale: Io ero veramente una ragazzina quando Papa Giovanni XXIII era sul Soglio Pontificio, in quell’età in cui si passa dall’infanzia all’adolescenza e dove le figure e la spiritualità cominciano ad entrare nella vita degli individui. Ecco questo Papa è rimasto sempre nella mia vita e nel mio cuore.

Ho avuto ben tre volte l’occasione di andare da lui; la prima volta come vincitrice del concorso “VERITAS”; io non so se qualcuno se lo ricorda, ma tutti gli anni a scuola ci facevano fare un tema e una volta ebbi la fortuna di vincere il viaggio a Roma per partecipare all’udienza personale col Papa.

La seconda volta con una scuola di Massa, mia città natale, la scuola Fratelli Cristiani, che aveva organizzato un’udienza privata in Vaticano mentre la terza volta ho avuto l’occasione di sentire dal vivo, in Piazza San Pietro, quello che è rimasto uno dei discorsi storici di Giovanni XXIII, il “discorso alla luna”, dove con il suo modo semplice di dire le cose invitò i presenti a portare a casa “ai vostri bambini la carezza del Papa e ditegli che è la carezza del Papa, e che il Papa è il padre di tutti.” In quel momento ci sentimmo tutti uniti come ad un padre, e fu per me un’esperienza talmente toccante che ho portato sempre dentro di me quel sorriso, quelle parole, quel suono di quella voce, soprattutto quando sono diventata madre, e che potevo trasmettere a mia figlia quel calore, quella gioia, l’intensità di quelle parole semplici che avevano toccato tutti quelli che erano lì in piazza S. Pietro quella sera e che ancora oggi ricordano, perché nella semplicità spesso stanno le cose più importanti della vita e quindi riusciamo a capire, a cogliere questa semplicità a goderla totalmente. E allora veramente ci sentiamo come un artista.

Come il nostro pittore Auzzi che è riuscito con le sue pennellate, col suo tratto lieve, a cogliere e a fissare queste bellissime immagini dei Pontefici, che sono in fondo una parte di noi, della nostra vita.

Grazie quindi Maestro Auzzi di quello che ci ha dato, grazie al Padre Guardiano che oggi ci ospita in questa suggestiva Cripta della maestosa Basilica di Santa Croce, e grazie a Franco Mariani, che ancora una volta ha saputo creare uno splendido avvenimento. logo_comune_firenze

 DISCORSO INAUGURALE  IN SANTA CROCE
DELL’ASSESSORE 
ALLE  TRADIZIONI POPOLARI
DEL COMUNE DI FIRENZE
EUGENIO GIANI

Un breve saluto, perché onestamente anche in queste parole molto sentite e toccanti di Mariella Zoppi ritrovo una sensibilità non comune, nella quale ho visto un’espressione che è un’espressione autentica su cui c’è ben poco poi da dire come ringraziamento e riconoscimento ai meriti di questa mostra, tutta fiorentina, che da ben un anno sta girando l’Italia in lungo e largo, sempre ben accolta e visitata.

Indubbiamente vi è in questo luogo di prestigio, che è la Cripta di una delle più importanti Basilche fiorentine, un clima e un’atmosfera particolare che rendono ragione alle opere di Galeazzo Auzzi e rendono merito a Mariani, che ha voluto organizzare qui questa Mostra, perché è indubbio che in questo anno giubilare nelle nostre menti, nei nostri occhi, si fissano quelle immagini che la Chiesa è riuscita a suscitare attraverso i vari momenti di incontro, di dibattito di aggregazione, e tutti noi abbiamo la consapevolezza, credenti e non credenti, di quanta energia spirituale riesca a suscitare un evento come il Giubileo.

Quindi questi dieci Papi presi in esame da Auzzi sono indubbiamente delle figure di riferimento negli ultimi 120 anni rispetto ai 264 Pontefici che hanno caratterizzato la guida della Chiesa in duemila anni.

Sono figure particolari, figure importanti, figure di riferimento, ripeto, che indubbiamente la grande sensibilità di Auzzi ha saputo raffigurare, e le note storiche del Vaticanista Mariani fissare.

Volti che noi abbiamo visto, o in gran parte solo sui libri di scuola, o che abbiamo seguito, direttamente o indirettamente, durante la nostra vita, attraverso i giornali o la televisione.

Questo è stato un Anno Santo che ha regalato delle emozioni che rimarranno indelebili nella vita di ognuno di noi, e quindi oggi l’inaugurazione di questa mostra, nel mese di novembre, quasi alla fine dell’Anno Giubilare e del percorso fatto dalla Mostra, a giro per l’Italia, è un fatto di grande significato, perché accompagna, e allo stesso tempo risottolinea, in qualche modo, un’esperienza che ciascuno di noi sicuramente ha tratto da questo Giubileo, da questo avvenimento che la storia ci ha consegnato, e che ci ha dato di poter vivere, e di questo, credo, ne siamo stati tutti toccati.

Grazie davvero a Franco Mariani.

Lui ricordava pocanzi come dalla prima esperienza del Comitato Caduti di Ugnano, oggi Associazione Firenze Promuove, lo abbiamo sempre seguito, ma vorrei oggi anche dirgli grazie soprattutto per gli stimoli che costantemente offre all’Amministrazione Comunale Fiorentina, ed alle Amministrazioni Pubbliche in genere, nel momento in cui si dimentica qualche ricorrenza importante.

La sua azione di stimolo, e talvolta di critica, quando questa avviene, è un azione indispensabile perché stimola la Città, che è piena di storia e ricca di memorie, a non dimenticare nessuno e nessun episodio tra quelli che hanno portato Firenze ad essere punto di riferimento a livello nazionale ed internazionale, con un attenzione che davvero solo poche persone riescono con costanza a suscitare.

L’occasione odierna mi dà l’opportunità di ringraziare il pittore Auzzi, che con i suoi ritratti degli ultimi dieci Pontefici ha reso possibile questa bella iniziativa giubilare e in particolar modo Franco Mariani per l’azione che quotidianamente svolge, proprio in una di quelle che sono le mie deleghe, e quella forse a cui tengo di più, e che avverto con maggiore responsabilità, e cioè quella della rievocazione delle tradizioni storiche fiorentine, e anche se questa oggi non si colloca nelle rievocazioni fiorentine, contribuisce indubbiamente ad illustrare il ruolo che la nostra città ha come riferimento storico e culturale, sia per il nostro paese sia per l’umanità.

RICHIEDETE LA PUBBLICAZIONE
E LA VIDEOCASSETTA DELLA DURATA DI UN ORA
E-MAIL: mariani@associazioni.comune.firenze.it
Telefono 328/87.85.360

Questi i testi e le riproduzioni fotografiche del libro, catalogo della mostra,  “Da Papa Pio IX a Papa Giovanni Paolo II, dalle porte sante chiuse di Papa Mastai Ferretti all’abbraccio universale di Papa Wojtyla”, pubblicato nel 1999 dal Maestro Galeazzo Auzzi e dal giornalista vaticanista Franco Mariani, edito da Firenze Promuove.

Tutti i diritti dei testi sono riservati all’Autore Franco Mariani e all’Associazione Firenze Promuove © ® 1999 -2016.

I diritti dei quadri dei Papi sono dell’autore, Maestro Galeazzo Auzzi, mentre per le foto i diritti sono dell’autore degli scatti, il giornalista Franco Mariani © ® 1999 -2016.

stemma_comastri

Cardinale Angelo ComastriPREFAZIONE
ALLA PUBBLICAZIONE
DI
FIRENZE PROMUOVE
DEL
PRESIDENTE
DEL
COMITATO NAZIONALE
GRANDE GIUBILEO 2000
CARDINALE

ANGELO COMASTRI

Il Papa ci ricorda che “i duemila anni dalla nascita di Cristo rappresentano un Giubileo straordinariamente grande non soltanto per i cristiani, ma indirettamente per tutta l’umanità, dato il ruolo di primo piano che il cristianesimo ha esercitato in questi due millenni” (Tertio millennio adveniente, 15).

È chiaro, allora, che nel 2000 la Chiesa non celebra il 2000 (cioè la cifra tonda, magica, mitica… ), ma coglie l’occasione per ricordare a se stessa e al mondo la persona che ha spaccato la storia umana, introducendo una novità che lascia perlomeno tutti pensosi: costui è Gesù Cristo!

Il Giubileo allora, non è l’avvenimento ma è l’occasione propizia per sottolineare ciò che è già avvenuto ed è entrato nella storia e attende di entrare nella nostra vita per far nascere… Francesco d’Assisi, o Caterina da Siena, o Vincenzo de’ Paoli, o Teresa di Lisieux, o Massimiliano Kolbe, o Luigi Orione, o Teresa di Calcutta!

Primo scopo del Giubileo e, pertanto, l’accensione dello stupore davanti all’inaudito, all’inatteso che ha preso volto e sì è fatto presente tra gli uomini in Gesù Cristo.

André Gide (notate il nome!) fu capace di cogliere l’aspetto paradossale della vicenda di Cristo. Egli è arrivato a dichiarare: “Penso che non si tratti di credere alle parole del Cristo perché il Cristo è il Figlio di Dio, quanto di comprendere che egli è il Figlio di Dio perchè la sua parola è divina e infinitamente più alta di tutto ciò che l’arte e la saggezza degli uomini possono proporci. Signore, non perché mi sia stato detto che tu eri il Figlio di Dio ascolto la tua parola; ma la tua parola è bella al di sopra di ogni parola umana e da questo io riconosco che sei il Figlio di Dio”.

E altrettanto F. Dostoevskij scriveva alla nipote Sonia nel 1868: “Il bello è l’ideale (…). AI mondo c’è solo una persona positivamente bella: Cristo. L’apparizione di questa persona sconfinatamente, infinitamente bella è già un miracolo infinito”.

L’Abate Ricciotti osservò: “Nella vita di Cristo tutto è paradossale, cioè fuori dallo schema normale della storia. Ma il paradosso di Gesù continua, tale e quale, anche dopo la sua morte. Certo è che Gesù, oggi, è più vivo che mai tra gli uomini. Nessun vivente è tanto vivo quanto Gesù. Egli è “segno di contraddizione” anche come fatto storico”.

Percorriamo alcuni anelli del paradosso che è Gesù.

Egli è preannunciato e atteso per quasi due millenni da persone che non si conoscono tra loro eppure sì completano mirabilmente. La profezia più paradossale è quella del secondo Isaia (Is. 52, 13-15; 53, 1-12), dove è annunciato un servo che vincerà attraverso l’umiliazione: è la profezia che fece cadere in ginocchio Israele Zoller, rabbino capo di Roma, e lo condusse alla fede e al fonte battesimale. Lui stesso dichiarò: “E’ stato Isaia a condurmi nella terra del vangelo, ai piedi del Crocifisso! “.

Gesù nasce nel tempo in cui si compivano le profezie (come è testimoniato anche da fonti non religiose: Tacito e Svetonio; e da fonti non bibliche: Flavio Giuseppe), ma la sua vita si sviluppa tutta in modo umanamente inspiegabile.

Egli nasce povero da poveri: i poveri purtroppo non fanno storia, lui sì!

Egli sceglie come suoi diretti collaboratori i più umili e socialmente insignificanti: costoro non avrebbero dovuto trovar credito nella società e invece innescano il più grande movimento religioso che la storia conosca, non fermato neppure dall’onda immediata di una feroce persecuzione durata quasi tre secoli.

Egli predica un messaggio assolutamente controcorrente: in Gesù non vi è ombra di demagogia, di ricerca di popolarità a tutti i costi. Eppure il suo messaggio non riesce ad essere dimenticato; anzi, mentre tutto invecchia, il vangelo riemerge con incredibile giovinezza!

Egli muore sul patibolo degli schiavi: chiunque, con questa fine, sarebbe precipitato nell’oblio del fallimento. Egli invece riemerge e ritorna al centro dell’attenzione e, nel suo nome, inizia un’avventura mai conosciuta.

Gesù, infine, ha annunciato il suo ritorno al termine della corsa dei secoli con un giudizio nel quale ogni persona sarà pesata sulla bilancia della carità: date le premesse, tutto lascia pensare che anche questo puntualmente accadrà!

Giovanni Papini, nella preghiera conclusiva della Storia di Cristo, si esprime così: “Abbiamo bisogno di te, di te solo e di nessun altro. Nessun altro, nessuno dei tanti che vivono, nessuno di quelli che dormono nella mota della gloria, può dare a noi bisognosi, riversi nell’atroce penuria, nella miseria più tremenda di tutte, quella dell’anima, il bene che salva. Tutti hanno bisogno di te anche quelli che non lo sanno; e quelli che non lo sanno, assai più di quelli che lo sanno. L’affamato s’immagina di cercare il pane e ha farne di te; l’assetato crede di volere l’acqua e ha sete di te; il malato si illude dì agognare la salute e il suo male è l’assenza di te.

Chi cerca la bellezza del mondo cerca, senza accorgersene, te che sei la bellezza intera e perfetta; chi persegue nei pensieri la verità, desidera, senza volere, te che sei l’unica verità degna di essere saputa; e chi si affanna dietro la pace cerca te, sola pace dove possono riposare i cuori più inquieti”.

E conclude con una preghiera nella quale vibra una grande umiltà e una immensa fiducia: “Ma noi, gli ultimi, ti aspettiamo. Ti aspettiamo ogni giorno, a dispetto della nostra indegnità. E tutto l’amore che potremo torchiare dai nostri. cuori devastati sarà per te, Crocifisso, che fosti tormentato per amore nostro e ora ci tormenti con tutta la potenza del tuo implacabile amore”.

Il Giubileo è occasione propizia per far nascere questi sentimenti dentro di noi, cogliendo dentro la storia il punto luce di tutta la storia.

La mostra dei profili pittorici dei dieci Pontefici che hanno guidato la Chiesa di Gesù negli ultimi centocinquanta anni è anch’essa un’occasione per riflettere: dieci volti sono dieci libri; dieci volti sono dieci eroismi; dieci volti sono dieci passioni che ripropongono al mondo la Passione dell’unico Salvatore: Gesù!

Grazie al pittore Galeazzo Auzzi per le sua geniale interpretazione dei volti.

Grazie a Franco Mariani per le sue puntuali note storiche.

Grazie a tutti i validi Membri dell’Associazione Firenze Promuove: su questo impegno generoso la Madonna faccia fiorire la gioia del Suo Magnificat.

firma_comastri

Stemma giovanni paolo II

LETTERA AGLI ARTISTI
DI
PAPA GIOVANNI PAOLO II

Cosi Sua Santità Giovanni Paolo II si è rivolto recentemente agli Artisti con una lettera universale a loro indirizzata personalmente, ecco alcuni passi che ben illustrano il senso del lavoro sull’Anno Santo del Comitato Firenze Promuove:

“Nessuno meglio di voi artisti, geniali costruttori di bellezza, può intuire qualcosa del pathos con cui Dio, all’alba della creazione, guardò all’opera delle sue mani. Una vibrazione di quel sentimento si è infinite volte riflessa negli sguardi con cui voi, come gli artisti di ogni tempo, avvinti dallo stupore per il potere arcano dei suoni e delle parole, dei colori e delle forme, avete ammirato l’opera del vostro estro, avvertendovi quasi l’eco di quel mistero della creazione a cui Dio, solo creatore di tutte le cose, ha voluto in qualche modo associarvi.

Non tutti sono chiamati ad essere artisti nel senso specifico del termine.

L’artista quando plasma un capolavoro non soltanto chiama in vita la sua opera, ma per mezzo di essa, in un certo modo, svela anche la propria personalità.

Nell’arte egli trova una dimensione nuova e uno straordinario canale d’espressione per la sua crescita spirituale.

Attraverso le opere realizzate, l’artista parla e comunica con gli altri.

Le opere d’arte parlano dei loro autori, introducono alla conoscenza del loro intimo e rivelano l’originale contributo da essi offerto alla storia della cultura.

La società, in effetti ha bisogno di artisti, come ha bisogno di scienziati, di tecnici, di lavoratori, di professionisti, di testimoni della fede, di maestri, di padri e di madri, che garantiscano la crescita della persona e lo sviluppo della comunità attraverso quell’altissima forma di arte che è “l’arte educativa”.

Nel vasto panorama culturale di ogni nazione, gli artisti hanno il loro specifico posto. Proprio mentre obbediscono al loro estro, nella realizzazione di opere veramente valide e belle, essi non solo arricchiscono il patrimonio culturale di ciascuna nazione e dell’intera umanità ma rendono anche un servizio sociale qualificato a vantaggio del bene Comune.

La differente vocazione di ogni artista, mentre determina l’ambito del suo servizio, indica i compiti che deve assumersi, il duro lavoro a cui deve sottostare, la responsabilità che deve affrontare. Un artista consapevole di tutto ciò sa anche di dover operare senza lasciarsi dominare dalla ricerca di gloria fatua o dalla smania di una facile popolarità, ed ancor meno dal calcolo di un possibile profitto personale.

Ogni autentica intuizione artistica va oltre ciò che percepiscono i sensi e, penetrando la realtà, si sforza di interpretarne il mistero nascosto. Essa scaturisce dal profondo dell’animo umano, là dove l’aspirazione a dare un senso alla propria vita si accompagna alla percezione fugace della bellezza e della misteriosa unità delle cose. Un’esperienza condivisa da tutti gli artisti è quella del divario incolmabile che esiste tra l’opera delle loro mani, per quanto riuscita essa sia, e la perfezione folgorante della bellezza percepita nel fervore del momento creativo: quanto essi riescono ad esprimere in ciò che dipingono, scolpiscono, creano non è che un barlume di quello splendore che è balenato per qualche istante davanti agli occhi del loro spirito.

Ogni forma autentica d’arte è, a suo modo, una via d’accesso alla realtà più profonda dell’uomo e del mondo.

A conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II i Vescovi di tutto il mondo radunati in San Pietro, hanno rivolto agli artisti un saluto e un appello: “Questo mondo – hanno detto – nel quale noi viviamo ha bisogno di bellezza, per non cadere nella disperazione. La bellezza, come la verità, mette la gioia nel cuore degli uomini, ed è un frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione”.

Con questa lettera mi rivolgo a voi, artisti del mondo intero, per confermarvi la mia stima e per contribuire al riannodarsi di una più proficua cooperazione tra l’arte e la Chiesa.

Ogni essere umano, in un certo senso, è sconosciuto a se stesso. Gesù Cristo non soltanto rivela Dio, ma “svela pienamente l’uomo all’uomo”. In Cristo Dio ha riconciliato a sé il mondo. Tutti i credenti sono chiamati a rendere questa testimonianza; ma tocca a voi, uomini e donne che avete dedicato all’arte la vostra vita, dire con la ricchezza della vostra genialità che in Cristo il mondo è redento: è redento l’uomo, è redento il corpo umano, è redenta l’intera creazione.

Cari artisti, voi ben lo sapete, molti sono gli stimoli, interiori ed esteriori, che possono ispirare il vostro talento.

Sulla soglia ormai del terzo millennio, auguro a tutti voi artisti carissimi, di essere raggiunti da queste ispirazioni creative con intensità particolare.

La bellezza che trasmetterete alle generazioni di domani sia tale da destare in esse lo stupore. Di fronte alla sacralità della vita e dell’essere umano, di fronte alle meraviglie dell’universo, l’unico atteggiamento adeguato è quello dello stupore.

Di questo entusiasmo hanno bisogno gli uomini di oggi e di domani per affrontare e superare le sfide cruciali che si annunciano all’orizzonte.

Grazie ad esso l’umanità, dopo ogni smarrimento, potrà ancora rialzarsi e riprendere il suo cammino.

In questo senso è stato detto con profonda intuizione che “la bellezza salverà il mondo”.

La bellezza delle cose create non può appagare, e suscita quell’arcana nostalgia di Dio che un innamorato del bello come Sant’Agostino ha saputo interpretare con accenti ineguagliabili.

I vostri molteplici sentieri, artisti del mondo, possono condurre tutti a quell’oceano infinito di bellezza dove lo stupore si fa ammirazione, ebbrezza, indicibile gioia.

“Emerge dal caos il mondo dello Spirito”!

Dalle parole che Adam Michiewicz scriveva in un momento di grande travaglio per la patria polacca, traggo un auspicio per voi: la vostra arte contribuisca all’affermarsi di una bellezza autentica che, quasi riverbero dello Spirito di Dio, trasfiguri la materia, aprendo gli animi al senso dell’eterno.

Con i miei auguri più cordiali.

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Dal Vaticano 4 Aprile 1999, Pasqua di Risurrezione.

DIECI PONTEFICI PER IL GIUBILEO 2000
LA SCOMESSA DI FIRENZE PROMUOVE

Il Grande Giubileo 2000 da molti è stato visto come un occasione per guadagnare, sfruttando un avvenimento reso mondiale dai mass-media, e che ha visto in pellegrinaggio migliaia e migliaia di persone.

Tante Pubbliche Amministrazioni hanno annunciato grandiose mostre ed eventi culturali, spendendo centinaia e centinaia di milioni, solo per la progettazione, senza arrivare all’allestimento, solo perché lo Stato o istituti bancari non hanno concesso fondi.

Questo solo per guadagnare, e non per portare e diffondere il messaggio giubilare.

L’Associazione Firenze Promuove e il Maestro Galeazzo Auzzi, nel dicembre 1998, hanno fatto una scommessa: mettere su una mostra giubilare “povera”, cioè senza spendere decine e decine di milioni pubblici, itinerante per l’Italia, per portare e diffondere il messaggio giubilare, facendo cosi anche noi il nostro pellegrinaggio.

E’ nata cosi la mostra “DIECI PONTEFICI PER IL GIUBILEO 2000”, l’unica mostra giubilare itinerante di Firenze, benedetta personalmente da Papa Giovanni Paolo II, che ha visionato i quadri in Vaticano, con la presentazione e prefazione del Presidente del Comitato Italiano Grande Giubileo 2000, il Delegato Pontificio – Arcivescovo Prelato di Loreto, Mons. Angelo Comastri, che dall’ottobre 1999, a Roma, al dicembre 2000, a Firenze, attraverso dieci tappe, ha girato in lungo e largo l’Italia, visitata da oltre 100.000 visitatori.

Questa pubblicazione vuole essere una piccola raccolta degli articoli pubblicati (non sempre siamo riusciti ad avere notizia delle varie uscite su quotidiani, settimanali, mensili ne dei servizi delle varie televisioni regionali) e delle firme e testimonianze di alcuni visitatori, in quanto in Italia, a differenza di quanto accade all’estero, non esiste l’usanza di lasciare la propria firma, a testimonianza della visita, specialmente per le mostre gratuite, come era la nostra.

Ciò nonostante le pagine delle firme sono molto numerose e alcuni riportano interessanti giudizi.

Assieme ad Auzzi abbiamo pensato di inserire, tra i tanti discorsi inaugurali, pur sottolineando l’importanza e lo spessore degli altri, solo due, quello dell’Assessore alla Cultura della Regione Toscana, Mariella Zoppi, e dell’Assessore alle Valorizzazioni Popolari del Comune di Firenze, Eugenio Giani, entrambi tenuti in occasione dell’ultima grande esposizione, novembre 2000, nella Cripta della Basilica di Santa Croce a Firenze, perché riassumono ampiamente il nostro modo di agire e di pensare, sia per questa mostra giubilare, sia per il nostro quotidiano.

Chi non ha visitato la mostra, leggendo questa pubblicazione, edita in numero limitato e distribuita gratuitamente, non per farci pubblicità, ma perché rimanga una traccia tangibile del lavoro svolto, avrà modo di rendersi conto di come questa iniziativa, tutta fiorentina, abbia lasciato un segno indelebile in coloro che hanno avuto occasione di riflettere, e soffermarsi, sul messaggio universale e giubilare portato dagli ultimi dieci Pontefici della Chiesa Cattolica nel mondo, a cui il lavoro del Maestro Auzzi e le note storiche del sottoscritto hanno voluto rendere devoto e filiale omaggio.

FRANCO MARIANI
Presidente Firenze Promuove

logo giubileo 2000 Firenze Promuove

Gli Ebrei avevano la consuetudine di osservare ogni sette anni un anno di riposo, comunemente chiamato anno sabbatico.

Durante questo periodo tutti i lavori nei campi venivano sospesi.

Come è possibile leggere nella Bibbia in Esodo, Levitico, Deuteronomio, quello che spontaneamente cresceva veniva distribuito ai poveri, agli stranieri che si erano stabiliti nel paese e agli animali selvatici, tutti i debiti erano annullati e agli schiavi era concessa la liberazione.

Ogni settimo anno sabbatico, ossia ogni cinquant’anni, la celebrazione assumeva un particolare carattere, ed era chiamato anno del giubileo.

Gli Ebrei osservarono l’anno sabbatico fino alla distruzione di Gerusalemme nel 70 d.c., mentre il giubileo fu osservato fino a prima dell’esilio.

Nella cristianità, a differenza della concezione ebraica, il Giubileo, chiamato anche Anno Santo, ha assunto un carattere eminentemente spirituale, concesso dal Romano Pontefice a partire dalla sua istituzione, ad opera di Papa Bonifacio VIII, nel 1300.

Nella Bolla d’Indizione del Giubileo il Papa decretò che questo si doveva tenere ogni 100 anni, ma nel 1350 Papa Clemente VI, sotto varie pressioni, portò la scadenza a 50 anni.

Successivamente Papa Urbano IV nel 1378 lo abbassò a 33 anni, con riferimento agli anni della vita terrena del Messia.

Fu Papa Paolo II nel 1470 a fissare la naturale celebrazione ogni venticinque anni.

Oggi l’Anno Santo si distingue in ordinario, indetto ogni 25 anni, e straordinario, indetto in occasioni di particolari circostanze.

Tra le curiosità storiche vale la pena menzionare che tra i Papi che hanno indetto e celebrato un Anno Santo, figurano anche due fiorentini, Giulio De’ Medici, eletto Papa col none di Clemente VII, che celebrò il giubileo del 1525 e Maffeo Vincenzo Barberini, eletto Papa col nome di Urbano VIII, che aprì il 13° anno giubilare, la notte di natale del 1624.

La Porta Santa della Basilica di San Pietro, in Vaticano, che viene aperta dal Papa quando si celebra l’Anno Santo, e da dove passano i pellegrini, per “acquistare il perdono”, è opera di uno toscano, lo scultore senese Vico Consorti.

La consuetudine di indire giubilei straordinari per implorare l’aiuto divino, attraverso pratiche penitenziali, in momenti difficili della Chiesa o per altre circostanze, risale al XVI secolo.

Varia è stata poi la loro durata: pochi giorni, qualche settimana o mese o anche un anno.

Alcuni Papi, Sisto V nel 1585, Paolo V nel 1605, Innocenzo XIII nel 1721,indissero l’Anno Santo straordinario per l’inizio del loro pontificato, altri, come Papa Pio V nel 1566, Alessandro VII nel 1661 e nel 1664, Innocenzo XI nel 1683 e Clemente XI nel 1715, in caso di calamità.

Non mancarono comunque particolari eventi del momento, come per la Polonia per mano di Papa Paolo V nel 1609, per i fedeli dell’America per mano di Papa Gregorio XV nel 1623, o per le Indie da parte di Papa Innocenzo X nel 1654.

Il maggior numero di giubilei straordinari si è avuto durante il pontificato di Urbano VIII per i seguenti eventi: 1627 per l’Etiopia, 1628 per invocare l’aiuto di Dio, 1629 per i pericoli che minacciavano il mondo cattolico, 1631 per le necessità della Chiesa, 1634 per la protezione da parte dei tedeschi, 1636 per la pace in Italia e nelle isole adiacenti, e 1643, con due eventi, per la pace per Roma l’8 gennaio e per invocare l’aiuto divino per Roma il 12 dicembre.

In questo secolo due sono gli Anni Santi Straordinari celebrati, il primo sotto il Pontificato di Papa Pio XI nel 1933 per il 19° Centenario della Redenzione di Cristo, il secondo cinquanta anni dopo, nel 1983 sotto Papa Giovanni Paolo II, l’Anno della Redenzione.

Sulla opportunità di celebrare l’Anno Santo mi piace qui riportare le parole di un grande Papa di questo secolo che ormai volge al termine, Papa Paolo VI, al secolo Giovan Battista Montini, che all’udienza generale del 9 Maggio 1973 cosi annunciava l’apertura dell’Anno Santo del suo pontificato: “Ci siamo domandati se una simile tradizione meriti d’essere mantenuta nel tempo nostro, tanto diverso dai tempi passati e tanto condizionato, da un lato, dallo stile religioso impresso dal recente Concilio alla vita ecclesiale, e dall’altro, dal disinteresse pratico di tanta parte del mondo moderno verso espressioni, rituali d’altri secoli; e ci siamo subito convinti che la celebrazione dell’Anno Santo, non solo può innestarsi nella coerente linea spirituale del Concilio stesso, alla quale preme a noi di dare fedele svolgimento, ma può benissimo corrispondere e contribuire altresì allo sforzo indefesso e amoroso che la Chiesa rivolge ai bisogni morali della nostra età, all’interpretazione delle sue profonde aspirazioni, ed anche alla onesta condiscendenza verso certe forme delle sue espressioni esteriori preferite.

E’ necessario a questo molteplice scopo mettere in evidenza la concezione essenziale dell’Anno Santo, ch’è il rinnovamento interiore dell’uomo: dell’uomo che pensa, e pensando ha smarrito la certezza nella verità; dell’uomo che lavora, e lavorando ha avvertito d’essersi tanto estroflesso da non possedere abbastanza il proprio personale colloquio; dell’uomo che gode e si diverte e tanto fruisce dei mezzi eccitanti una sua gaudente esperienza da sentirsene presto annoiato e deluso”.

L’Anno Giubilare è sempre un avvenimento di grande rilievo, non solo come fatto penitenziale, ma anche come particolare momento di riflessione e di riconciliazione.

Franco Mariani

santa-sede_stemma

 ANNI SANTI ORDINARI

ANNO SANTO

PAPA

1300

BONIFACIO VIII
( 1294 – 1303 )

1350

CLEMENTE VI
( 1342 – 1352 )

1390 solo indetto

URBANO VI
( 1378 – 1389 )

1390

BONIFACIO IX
( 1389 – 1404 )

1400

BONIFACIO IX
( 1389 – 1404 )

1425

MARTINO V
( 1417 – 1431 )

1450

NICCOLO’ V
( 1447 – 1455 )

1475

SISTO IV
( 1471- 1484 )

1500

ALESSANDRO VI
( 1492 – 1503 )

1525

CLEMENTE VII
( 1523 – 1534 )

1550
solo aperto

PAOLO III
( 1534 – 1549 )

1550

GIULIO III
( 1550 – 1555 )

1575

GREGORIO IX
( 1572 – 1585 )

1600

CLEMENTE VIII
( 1592 – 1605 )

1625

URBANO VIII
(1623 – 1644 )

1650

INNOCENZO X
( 1644 – 1655 )

1675

CLEMENTE X
( 1670 – 1676 )

1700
solo indetto

INNOCENZO XII
( 1691 – 1700 )

1700

CLEMENTE XI
( 1700- 1721)

1725

BENEDETTO XIII
( 1724 – 1730 )

1750

BENEDETTO XIV
( 1740 – 1758 )

1775
solo indetto

CLEMENTE XIV
( 1769 – 1774 )

1775

PIO VI
( 1775 – 1799 )

1800

Non fu indetto da Pio VI
che morì prigioniero
dei francesi a Valenza

1800

Non fu celebrato
da Papa Pio VII
che successe
a Papa Pio VI nel marzo

1825

LEONE XII
(1823 – 1829 )

1850
NON SI TENNE
A
CAUSA DEI
DISORDINI POLITICI

PIO IX
( 1846 – 1878 )

1875

PIO IX
( 1846 – 1878 )

1900

LEONE XIII
( 1878 – 1903 )

1925

PIO XI
( 1922 – 1939 )

1933
straordinario

PIO XI
( 1922 – 1939 )

1950

PIO XII
( 1939 – 1958 )

1975

PAOLO VI
(1963 – 1978 )

1983
straordinario

GIOVANNI PAOLO II
( 1978 – 2005)

2000

GIOVANNI PAOLO II
( 1978 – 2005 )

ANNI SANTI STRAORDINARI

PAPA

ANNI STRAORDINARI

PIO IV (1559-1565)

1

PIO V (1566- 1572)

1

SISTO V (1585-1590)

1

CLEMENTE VIII
(1592-1605)

2

PAOLO V (1605-1621)

6

GREGORIO XV
(1621-1623)

2

URBANO VIII
(1623-1644)

9

INNOCENZO X
(1644-1655)

4

ALESSANDRO VII (1655-1667)

5

CLEMENTE IX
(1667-1669)

3

CLEMENTE X
(1670-1676)

2

INNOCENZO XI
(1676-1689)

2

ALESSANDRO VIII (1689-1691)

1

INNOCENZO XII
(1691-1700)

3

CLEMENTE XI
(1700-1721)

3

INNOCENZO XIII
(1721-1724)

1

BENEDETTO XIII
(1724-1730)

3

CLEMENTE XII
(1730-1740)

4

BENEDETTO XIV
(1740-1758)

3

CLEMENTE XIII
(1758-1769)

1

CLEMENTE XIV
(1769-1774)

1

PIO VI
(1775-1799)

2

PIO VIII
(1829-1830)

1

GREGORIO XVI
(1831-1846)

1

PIO IX
(1846-1878)

4

LEONE XIII
(1878-1903)

5

PIO X
(1903-1914)

2

PIO XI
(1922-1939)

2

GIOVANNI PAOLO II (1978- 2005)

 

1

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PIO IX

GIOVANNI MARIA MASTAI FERRETTI

BEATO DELLA CHIESA CATTOLICA

Nato a Senigallia da nobile famiglia il 13 maggio 1792.

Ha studiato presso il collegio degli Scolopi a Volterra, in Toscana.

Ordinato sacerdote a 27 anni fu diplomatico per la Santa Sede in Cile, Arcivescovo di Spoleto e successivamente di Imola, ricevendo nel 1840 la porpora cardinalizia.

Venne eletto Papa nel giro di appena 50 ore di conclave, il 16 giugno 1846, grazie alla sua fama di uomo virtuoso e di tendenze liberali.

I suoi primi atti da pontefice sembrarono confermare le speranze degli Italiani, o, almeno, di quanti fra di loro aspiravano alle libertà civiche e alla riunificazione nazionale.

Istituì la Consulta di Stato, un organo rappresentativo che assicurava maggiore libertà ai cittadini e di stampa.

Con le riforme del 1847 aprì definitivamente i cancelli che chiudevano gli Ebrei nel ghetto.

Nel 1848, quando a Roma scoppiarono i primi tumulti e il ministro del Papa, Pellegrino Rossi, venne assassinato, Pio IX fu costretto a fuggire dal Quirinale, (successivamente divenuta la residenza ufficiale del Re, mentre oggi è la residenza ufficiale del Capo dello Stato Italiano),dove risiedeva, e a lasciare la Città Santa, travestito da semplice prete, per rifugiarsi a Gaeta.

Rientrato a Roma il 12 aprile 1850 orientò la sua politica essenzialmente a difendere e conservare il potere temporale del romano pontefice.

Nel 1854, l’8 dicembre, proclamò il Dogma dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria.

Tra il 1859 e il 1860 i Savoia si annetterono la Romagna, le Marche e l’Umbria, riducendo di molto il territorio dello Stato Pontificio.

Nel 1870 indisse il Concilio Ecumenico Vaticano I, nel quale fu affermata, tra l’altro, l’infallibilità del Papa quando parla Ex Cathedra, in quanto ispirato direttamente dallo Spirito Santo.

Il Concilio era ancora in corso quando il 20 settembre le truppe italiane occuparono Roma entrando dalla famosa breccia di Porta Pia.

Pio IX rimase sempre intransigente nei confronti del Regno d’Italia, rifiutando le Leggi delle Guarantige, con il quale l’Italia riconosceva al Papa il diritto agli onori sovrani e si assegnava il Vaticano alla Santa Sede.

Cominciava a questo punto la lunga “prigionia” del Papa in Vaticano durata fino al 1929.

Il suo pontificato, il più lungo tra tutti i successori di Pietro, è durato 32 anni, un record ancor oggi imbattuto.

Fu l’ultimo Papa Re, facendo terminare il potere temporale del Romano Pontefice, durato circa 1115 anni.

Nel 1875 indisse il 21° Anno Santo ma non aprì le porte sante a causa dell’occupazione di Roma da parte dei Savoia.

Papa Giovanni Paolo II, durante il Grande Giubileo del 2000, nel mese di settembre lo ha proclamato Beato.

leone13LEONE XIII

VINCENZO GIOACCHINO PECCI


Nato a Carpineto, in Ciociaria, il 2 marzo 1810.

Consacrato sacerdote nel 1837, dopo cinque anni viene nominato Arcivescovo di Damiata e successivamente Nunzio Apostolico in Belgio.

Nel 1846 viene nominato Vescovo di Perugia dove rimase per 32 anni, ricevendo la porpora cardinalizia nel 1853.

Venne eletto Papa dopo solo 36 ore di conclave il 20 febbraio 1878.

Ancora con Roma occupata Leone XIII appena eletto benedisse la folla non dalla Loggia esterna della Basilica Vaticana ma bensì dall’interno.

Fu un Papa intelligente e sensibile alle istanze del tempo, pur mantenendo un atteggiamento duro verso lo Stato Italiano.

Per ben due volte fu sul punto di lasciare Roma: quando ci fu l’aggressione alla salma del suo predecessore Pio IX e quando fu eretto il monumento a Giordano Bruno.

E’ stato il primo Papa ad essere immortalato su pellicola cinematografica.

Volle espressamente indire l’Anno Santo del 1900 in atto di pacificazione e, per la prima volta, San Pietro venne illuminata con la luce elettrica.

Morì il 20 luglio 1903.

Il suo pontificato è durato 25 anni e 5 mesi.

pio10PIO X

GIUSEPPE MELCHIORE SARTO

SANTO DELLA CHIESA CATTOLICA

Nato a Riese, provincia di Treviso, il 2 giugno 1835, secondo di dieci figli.

Ordinato sacerdote nel 1857 per vari anni fu cappellano a Tombolo e poi parroco a Sanzano, quindi vicario canonico a Treviso e Vescovo di Mantova nel 1884.

Nominato cardinale nel 1895 fu trasferito al Patriarcato di Venezia.

Praticava la povertà come un piacevole dovere.

I veneziani sapevano che le vesti prelatizie erano quelle del suo predecessore e che spesso il suo orologio d’oro veniva impegnato per aiutare i poveri.

Fu eletto Papa il 4 agosto 1903, dopo un conclave di quattro giorni.

Riformò la Curia e le istituzioni sacerdotali e l’istruzione del clero.

Ritenne necessaria una educazione religiosa per tutti.

Volle mettere in evidenza l’importanza dell’insegnamento del catechismo ai bambini (il famoso catechismo di Pio X) addirittura con un enciclica il 15 aprile 1905.

Istituì la pubblicazione degli Acta Apostolicae Sedis, la gazzetta ufficiale della Santa Sede, nella quale si devono pubblicare le leggi e i documenti pontifici nel testo integrale.

Riformò il Messale, il Breviario e stabilì l’obbligatorietà dell’elevazione dell’Ostia e del Calice durante la consacrazione.

Morì il 20 agosto del 1914, a 80 anni, dopo 11 anni di pontificato.

E’ stato proclamato Santo il 29 maggio 1954 da Papa Pio XII.

benedetto15BENEDETTO XV

GIACOMO DELLA CHIESA

Nato a Pegli, Genova, il 21 novembre 1854 da nobile e antichissima famiglia, imparentata con due Papi.

Segretario del cardinale Rapello quando questi era Nunzio a Madrid, lo seguì in Vaticano quando divenne Segretario di Stato.

Nel 1907 fu nominato Arcivescovo di Bologna, ricevendo nel 1914 la porpora cardinalizia.

Dopo 4 mesi venne eletto Papa, il 3 settembre 1914.

Fu il Papa della prima guerra mondiale.

In vaticano creò un centro assistenziale e di ricerca tant’è che arrivarono 700 mila richieste d’informazioni e 40 mila di rimpatrio.

Nel 1917 promulgò il Codice di Diritto Canonico.

Ha canonizzato Giovanna D’Arco.

Sotto il suo pontificato gli Stati presenti in Vaticano con un proprio Ambasciatore passarono da 14 a 27.

Il suo pontificato, terminato il 22 gennaio 1922, è durato 7 anni e mezzo.

pio11PIO XI

ACHILLE RATTI

Nato a Desio, provincia di Milano, il 31 maggio 1857.

Insegnante nel Seminario Maggiore di Milano fino al 1887 passò alla Biblioteca Ambrosiana divenendone Prefetto nel periodo 1907-1912.

Nunzio Apostolico in Polonia, nel 1921 fu nominato cardinale e poco dopo Arcivescovo di Milano.

Venne eletto Papa il 6 febbraio 1922 dopo 14 scrutini.

Detta la sua prima benedizione papale dalla Loggia esterna della Basilica Vaticana, usanza interrotta da Papa Leone XIII a causa dell’occupazione di Roma da parte dei Savoia.

Indisse il 23° Giubileo nel 1925.

Sotto il suo pontificato, 11 febbraio 1929, furono firmati i Patti Lateranensi, ovvero il Concordato tra la Chiesa e lo Stato Italiano che chiudeva, dopo quasi 60 anni, la “questione romana”.

Nel 1933 indisse un Anno Santo Straordinario per il 19° Centenario della Redenzione.

Creò la Radio Vaticana inaugurandola alla presenza di Guglielmo Marconi il 12 febbraio 1931.

Morì il 10 febbraio 1939 alla vigilia del X° Anniversario della firma dei Patti Lateranensi che voleva fortemente celebrare.

Il suo pontificato è durato 17 anni.

pio12PIO XII

EUGENIO PACELLI

Nato a Roma il 2 marzo 1876.

Ordinato sacerdote nel 1899, entrò subito nella Segreteria di Stato Vaticana.

Nel 1917 Nunzio Apostolico a Monaco e poi a Berlino, fu fautore dei Concordati con la Baviera e la Prussia rispettivamente nel 1925 e nel 1929.

Creato Cardinale nel 1929 divenne Segretario di Stato.

Fu eletto Papa dopo un solo giorno di conclave, il 2 Marzo 1939, giorno del suo compleanno.

Come già fece Benedetto XV, durante la II guerra mondiale, creò una vasta rete di assistenza e di informazione per i soldati, ricevendo 10 milioni di domande.

Il 16 luglio 1943 dopo un massiccio bombardamento del quartiere di San Lorenzo si recò personalmente a portare conforto e assistenza alla popolazione.

Finita la guerra il pontificato di Pio XII si indirizzò verso la lotta contro l’ideologia marxista.

Indisse nel 1950 l’Anno Santo durante il quale proclamò il Dogma dell’Assunzione corporea di Maria al cielo.

Il suo pontificato, terminato il 9 ottobre 1958, è durato 18 anni e mezzo.

giovanni23GIOVANNI XXIII

ANGELO GIUSEPPE RONCALLI

SANTO DELLA CHIESA CATTOLICA

Nato a Sotto il Monte, provincia di Bergamo, il 25 ottobre 1881.

Ordinato sacerdote nel 1904 divenne subito segretario del Vescovo di Bergamo.

Durante la prima guerra mondiale dovette prestare servizio militare come cappellano con il grado di sergente.

Nel 1924 viene consacrato Vescovo ed entra nel servizio diplomatico della Santa Sede, inviato in Bulgaria come Visitatore Apostolico e poi in Turchia e Grecia come Delegato Apostolico.

Nel 1944 Pio XII lo manda a Parigi come Nunzio Apostolico.

Nel 1953 viene creato cardinale e trasferito al Patriarcato di Venezia, ricevendo la berretta cardinalizia, per un antico privilegio riservato alla Francia, non dal Papa come per tutti i cardinali, ma dal Presidente della Repubblica Francese.

Venne eletto Papa il 23 ottobre 1958 dopo 3 giorni di conclave.

Di aspetti e modi buoni e semplici dimostrò immediatamente di non essere un papa di transizione.

Indisse ed aprì il Concilio Ecumenico Vaticano II che ha segnato una svolta importante nella Storia della Chiesa Cattolica.

Il suo pontificato, terminato il 3 giugno 1963, dopo una lunga malattia che ha tenuto il mondo con il fiato sospeso e gli occhi puntati sulla finestra degli appartamenti papali che si affacciano su piazza San Pietro, è durato 4 anni e 8 mesi.

La morte lo ha colto dopo sei mesi dalla fine della prima sessione del Concilio, portato a termine dal suo predecessore.

La gente ancora oggi lo ricorda con affetto, tant’è che a lui, “il Papa Buono” come viene comunemente chiamato, si chiedono grazie.

Papa Giovanni Paolo II, durante il Grande Giubileo del 2000 lo ha proclamato Beato, mentre Papa Francesco il 27 aprile 2014 lo ha proclamato Santo.

paolo6PAOLO VI

GIOVANNI BATTISTA MONTINI

BEATO DELLA CHIESA CATTOLICA

Nato a Concesio, in provincia di Brescia, il 20 settembre 1847.

Nel 1924 è presso la Nunziatura di Varsavia.

Di natura cagionevole sarà costretto a rientrare in Italia entrando in servizio presso la Segreteria di Stato in Vaticano, prima come Addetto e poi come Minutante.

Assistente della FUCI stabilirà amicizie durature con molti futuri politici, tra cui quella con il Presidente Aldo Moro.

Nel 1953 viene nominato Pro Segretario di Stato, numero due, dopo il Papa, nella Gerarchia della Santa Sede.

Nominato Arcivescovo di Milano nel 1954, riceve la porpora cardinalizia il 15 dicembre 1958.

Viene eletto Papa il 21 giugno 1963, dopo 4 giorni di conclave al quale parteciparono 80 cardinali, assumendo il nome di Paolo, “l’Apostolo delle Genti”.

E’ stato il primo pontefice a visitare i cinque continenti, e a parlare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

A Manila, grazie al pronto intervento del segretario Mons. Pasquale Macchi, usci quasi illeso, solo un graffio leggero, da un attentato ad opera di un folle travestito da prete che lo colpì con un coltello.

Continuò il Concilio Ecumenico Vaticano II dando nuova linfa vitale alla vita della Chiesa con una riforma attenta e precisa e con molte Encicliche umanitarie e sociali.

Durante la disastrosa alluvione di Firenze, del 4 novembre 1966, più volte dalla finestra di piazza San Pietro, indirizzò appelli al mondo per far giungere aiuti alla città sommersa dalla furia delle acque.

Più volte inviò personalmente generi alimentari, coperte, medicinali e somme di denaro ai fiorentini, recandosi in visita la notte di natale a Firenze per celebrare la messa di mezzanotte nel duomo fiorentino, facendo cosi ripuntare gli occhi di tutto il mondo su Firenze che era stata abbandonata da tutti.

Nel 1975 indisse e celebrò il 25° Anno Santo.

Sorella morte lo ha colto il giorno della festa della trasfigurazione di Nostro Signore il 6 agosto 1978, a 80 anni.

Il suo pontificato è durato 15 anni e 2 mesi.

Papa Francesco lo ha proclamato Beato durante il Sinodo Straordinario dei Vescovi del 2014.

giovanni_paolo1GIOVANNI PAOLO I

ALBINO LUCIANI

Nato a Canale d’Agordo, in provincia di Belluno, il 17 ottobre 1912.

Nominato nel 1958 Vescovo di Vittorio Veneto, venne trasferito al Patriarcato di Venezia nel 1969.

Nel settembre 1972 ricevette in visita Papa Paolo VI, che gli volle rendere un omaggio particolare, imponendoli la stola papale, in una piazza San Marco gremita di folla, quasi a nominarlo suo successore al soglio di Pietro, entrando a far parte del collegio cardinalizio nel marzo 1973.

Venne eletto Papa il 29 agosto 1978, al termine di un caldo sabato estivo.

Il suo pontificato fu subito improntato alla semplicità e al rifiuto del cerimoniale.

Ruppe la tradizione del silenzio da parte del Papa appena eletto e parlò al mondo intero appena si affacciò dal balcone della Loggia esterna della Basilica di San Pietro.

Rifiutò il Triregno e la sedia gestatoria.

E’ stato il primo Papa nella storia della Chiesa ad imporsi il doppio nome, un omaggio, come disse lui stesso durante il suo primo discorso, a Papa Giovanni XXIII e a Papa Paolo VI.

Il suo pontificato è stato il più breve della storia del papato, appena 33 giorni.

La sua improvvisa e repentina morte, il 29 settembre 1978, ha fatto nascere subito una serie infondata di voci e supposizioni, creando nell’opinione pubblica un mistero di alone, tant’è che molti, ancor oggi, pensano che sia stato vittima di un complotto.

Come Giovanni XXIII è stato un papa semplice, con il sorriso sempre sulle labbra, tant’è che la gente da subito lo ha chiamato il “Papa del sorriso”.

giovanni_paolo2GIOVANNI PAOLO II

KAROL WOJTYLA

SANTO DELLA CHIESA CATTOLICA

Nato a Wadowice in Polonia il 18 maggio 1920.

Laureatosi a Cracovia nel 1946 e ordinato sacerdote. due anni dopo consegue un’altra laurea al Pontificio Ateneo Angelicum a Roma.

Rientrato in Polonia, paese sotto il controllo della Russia, a maggioranza comunista, nel 1958 viene consacrato Vescovo Ausiliare di Cracovia, divenendo titolare nel 1964 e ricevendo la porpora cardinalizia nel 1967.

Il 16 ottobre 1978, dopo quattro scrutini, viene eletto Papa, diventando il 264° successore dell’Apostolo Pietro.

Vittima di un gravissimo attentato il 13 maggio 1981, dopo una lunga operazione al Policlinico Gemelli, si salvo dai colpi sparati durante l’udienza generale del mercoledì, in piazza San Pietro, e per questo decise, qualche anno più tardi, di donare il proiettile estratto dal suo corpo al Santuario Mariano di Fatima in Portogallo, essendo quel giorno la festa della Madonna di Fatima.

Ha compiuto quasi 100 viaggi all’estero, toccando quasi tutte le Nazioni del Mondo, ha visitato tutte le regioni italiane, ed entro la fine del 1999, prima dell’apertura del Giubileo, completerà la visita a tutte le oltre 300 parrocchie di Roma.

Nel 1983 ha indetto un Anno Santo Straordinario per celebrare i 1950 anni della Redenzione.

“Aprite le porte a Cristo” disse durante la cerimonia d’inizio del suo pontificato, oltre ventuno anni fa, “mettete Cristo al centro della vostra vita”, un messaggio che Giovanni Paolo II ha vissuto in prima persona.

Numerosi i suoi interventi, appelli e gesti di solidarietà verso popolazioni afflitte e singole persone oppresse dalla mentalità distorta e materialista di questo secolo che ormai volge al termine, e che ha visto quest’uomo protagonista in prima persona.

Ha indetto e celebrato il Grande Giubileo del 2000, il primo del terzo millennio.

Papa Benedetto XVI lo ha proclamato Beato il 1 maggio 2011 mentre Papa Francesco lo ha proclamato Santo il 27 aprile 2014.

Franco Mariani con Papa FrancescoFRANCO MARIANI

Franco Mariani nasce a Firenze il 7 Maggio 1964, primogenito di una famiglia composta da tre fratelli e una sorella.

E’ diplomato Maestro di Scuola Elementare.

Ha frequentato gli Studi di Teologia presso lo Studio Teologico Fiorentino Aggregato alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, oggi Facoltà Teologica per l’Italia Centrale.

Dal 1979 i suoi articoli sono pubblicati da alcuni Settimanali delle Diocesi Toscane, oggi raggruppati sotto l’unica testata “ToscanaOggi”, da “L’Osservatore Romano”, quotidiano della Città del Vaticano e dai principali quotidiani della Toscana e di altre Regioni.

E’ Giornalista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Toscana e all’Associazione Stampa Toscana.

E’ Giornalista vaticanista.

E’ Critico Cinematografico iscritto al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani.

Ha ricoperto l’incarico istituzionale di Segretario Nazionale dei Giornalisti Uffici Stampa (GUS), Gruppo di Specializzazione della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

Ha ricoperto per più mandati l’incarico istituzionale nel GUS Toscana, prima di Tesoriere con responsabilità della segreteria e del sito internet, poi di Segretario e di Consigliere Nazionale, per la Toscana, Membro della Giunta Nazionale.

Ha ricoperto per più mandati l’incarico istituzionale di Segretario Regionale dell’ UCSI Toscana Unione Cattolica della Stampa Italiana – Giornalisti Cattolici della Toscana.

Ha ricoperto l’incarico istituzionale di Presidente del Collegio Nazionale dei Garanti dell’Unione Cattolica Stampa Cattolica, associazione cattolica di categoria riconosciuta dalla Conferenza Episcopale Italiana.

Per più mandati ha ricoperto l’incarico di Segretario Provinciale di Firenze de l’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia, responsabile anche del sito internet e de l’ufficio stampa.

E’ stato il primo Caporedattore dell’Agenzia di Stampa “DeaPress” di Firenze.

Dal 1993 cura su RAI 3 i programmi dell’accesso per numerosi Enti, Istituzioni, Associazioni della Toscana.

Nel Novembre 1996 ha pubblicato il suo primo libro: “Papa Paolo VI a Firenze: la venuta di angiolo notte di Natale 1966”.

Come Addetto Stampa di vari Enti Locali, Associazioni, Enti culturali e di spettacolo, cura i comunicati agli organi d’informazione in occasioni di manifestazioni civili, religiose e militari, di cui spesso cura anche l’aspetto organizzativo e del cerimoniale.

Nel 1993 ha fondato il Comitato Pro Monumento ai Caduti di Ugnano (oggi Associazione Firenze Promuove), un rione di Firenze, divenendone il primo Presidente e promuovendo il restauro del Monumento omonimo.

In questa veste ha altresì curato:

  • Le celebrazioni per il 50° della Liberazione di Firenze e dell’Italia.
  • Le celebrazioni per il Trentennale (1996), Quarantennale (2006), Cinquantenario (2016) dell’alluvione Firenze del 1966 e della visita di Papa Paolo VI, poste Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
  • Le celebrazioni per il X° Anniversario morte Cardinale Ermenegildo Florit.
  • Le manifestazioni per il X° Anniversario morte della grande attrice Dory Cei.
  • Le manifestazioni per il 90° Anniversario dell’operetta “L’Acqua Cheta” di Augusto Novelli.

Da oltre venti anni è Membro dell’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia, insignito della Medaglia d’Argento al Merito, promotore ed organizzatore, nel 1991, del primo raduno interregionale di Artiglieri, Marinai, Genieri, Vigili del Fuoco, a Firenze, per il quarantennale della Proclamazione di Santa Barbara a loro Patrona, alla presenza del Cardinale Silvano Piovanelli Arcivescovo di Firenze e Presidente della Conferenza Episcopale della Toscana.

Nel 1994 ha fatto dedicare, nel Comune di Castagneto Carducci, provincia di Livorno, la via che costeggia la Parrocchia di S. Maria Assunta, a Marina di Donoratico, a Padre Carlo Lano degli Oblati di S. Giuseppe di Asti, primo parroco di questa località della Maremma Toscana.

Strada inaugurata alla presenza del Cardinale Pietro Palazzini già Prefetto della Congregazione Vaticana per le Cause dei Santi.

Nel 1995 ha curato e realizzato la mostra fotografica “L’Arno Straripa a Firenze”, itinerante per la città, con oltre 500 foto sull’alluvione che colpì Firenze nel 1966 e sulla visita del Papa Paolo VI, assieme a numerosi disegni ed elaborati di bambini che a quell’epoca frequentavano le Scuole Elementari e Medie di Firenze e Provincia.

Mostra che in ventotto tappe espositive è stata visitata da oltre 100.000 persone di cui oltre 55.000 stranieri.

La Mostra è stata riproposta – con numerose foto inedite ad ogni esposizione – sia nel 2006 che nel 2016, in occasione del 40 e 50° Anniversario; in quest’ultimo caso sono state esposte oltre 400 nuove foto inedite, oltre a 200 ritagli di quotidiani dell’epoca mai esposti prima d’ora.

Dal 1995 al 2001 ha curato sull’emittente televisiva regionale TELE 37, assieme al Direttore Vittorio Betti, le puntate del rotocalco quotidiano “Ieri, Oggi, Domani”.

In particolare si segnalano, fatto unico nella storia della televisione privata italiana, da Guinnes dei primati, quelle dedicate all ‘Alluvione del 1966, oltre 80 puntate, con testimonianze ed immagini inedite, anche a colori, recuperate da Mariani in vari archivi pubblici e privati.

Numerose le sue apparizioni televisive e consulenze, su emittenti pubbliche e private, a livello nazionale e regionale, in occasione del trentennale dell’alluvione, quale esperto della materia.

Dal giugno 1996 al 2001 ha collaborato con la Filarmonica di Firenze “G. Rossini” e in particolar modo curando i rapporti del Presidente con i mass media e gli aspetti organizzativi legati alle varie manifestazioni.

E’ stato Addetto Stampa del Comune di Castagneto Carducci, provincia di Livorno.

E’ stato Addetto Stampa dell’Accademia Musicale di Firenze e in questa veste ha curato le visite ufficiali a Firenze del noto cantante e tenore Andrea Bocelli e del cantante e autore Franco Battiato.

E’ stato consulente personale dell’Assessore alla Cultura del Comune di Firenze Prof. Guido Clemente per la 1° Consulta della Cultura (1995-1999).

E’ stato il primo giornalista toscano ad essere chiamato nella giuria dello Zecchino d’Oro, Rassegna Internazionale di Canzoni per Bambini, trasmessa in Mondovisione dalla Rai, per la selezione delle canzoni italiane della 42° edizione (1999).

In questo incarico è stato poi richiamato nel 2011 per selezionare le canzoni della 54 edizione.

Ha fatto parte dal 1996, anno della sua costituzione, al 2012, anno in cui è stato chiuso. del Comitato di Gestione, per il Comune di Firenze, del Campo Rom dell’Olmatello del Consiglio di Quartiere 5. Unico membro ad essere stato sempre confermato in questo incarico durante i 3 mandati del Comitato.

Nel 1998 e 1999 ha curato il Televideo dell’emittente televisiva ITALIA 7.

Dal 28 ottobre 1999 ha curato anche il Televideo Regionale della Toscana RAI 3 – ITALIA 7.

Ha pubblicato cinque libri sulla Storia recente della città di Firenze, due libri sulla Storia del Papato, e tre documentari

Nel 2000 ha assunto l’ufficio stampa dell’ Associazione Nazionale Bande Italiane della Regione Toscana.

Dall’ ottobre 2000 al maggio 2003 ha assunto l’incarico di responsabile dell’Ufficio di Segreteria – Relazioni Esterne – Cerimoniale – Ufficio Stampa della Congregazione delle Suore Domenicane dello Spirito Santo, curando anche il loro sito internet www.suore.it dove è possibile trovare tutte le informazioni sulle attività da lui svolte dall’ ottobre 2000 ad oggi.

Da Febbraio a Giugno 2001 ha curato l’ufficio stampa del Restauro dei 9 Tabernacoli di via della Vigna Nuova.

Per conto dell’Assessore allo Sport del Comune di Firenze Eugenio Giani nel 2001 e 2002 ha curato l’ufficio stampa del Palio Remiero Toscano “Vogainarno”, ideato dal Maestro Galeazzo Auzzi.

Dal 2001 al 2010 è stato Addetto Stampa della Federazione Nazionale Giochi Storici Italiani.

Dal 2002 al 2010 ha curato l’ufficio Stampa della nascente Associazione Toscana Giochi Storici presieduta dall’Assessore Eugenio Giani del Comune di Firenze.

Nel mese di Marzo 2002 si è fatto Promotore, fondandola, dell’Associazione Pro Beatificazione Mons. Pio Alberto Del Corona, assieme alle Diocesi di Firenze, Fiesole, San Miniato, Livorno, Ordine Domenicano, Suore Domenicane dello Spirito Santo, Fondazione Cassa Risparmio di San Miniato, di cui è stato eletto Segretario Generale, allestendo il sito ufficiale dell’Associazione.

L’Associazione è nata per sostenere economicamente il processo di beatificazione del Servo di Dio Mons. Pio Alberto Del Corona, che si è chiuso nel 2015 con la solenne proclamazione a Beato da parte di Papa Francesco.

Il 25 aprile 2002 ha organizzato e curato il primo omaggio ufficiale del Comune di Firenze, in occasione del primo pellegrinaggio unitario della Famiglia Domenicana di Firenze e Fiesole, alla tomba di San Domenico che nel 1630 salvò la città dalla Peste, miracolo riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa nel 1657.

Dal mese di aprile 2002 a marzo 2009 ha curato l’ufficio stampa del nascente Piccolo Coro di Firenze “Melograno” primo Piccolo Coro Toscano affiliato all’Antoniano di Bologna dei Frati Minori Francescani che organizzano lo Zecchino d’Oro.

In questa veste, nel 2004, ha vinto il Premio Speciale nella categoria Spettacolo de l’edizione del Premio Nazionale “Miglior Addetto Stampa de l’anno”.

Dal 2003 ad oggi cura l’ufficio stampa e il sito internet de l’Associazione “Memoria – in ricordo delle vittime delle Forze de l’Ordine e della Magistratura per fatti di terrorismo e di Nassirya.

Nel 2002 ha promosso e fondato il Comitato Fiorentino per le Onoranze a Santa Barbara, venendo eletto alla prima riunione Segretario e responsabile del sito internet; Comitato nato per la traslazione della testa della Santa a Rio Marina, nell’Isola d’Elba, e a Cavriglia, nel valdarno, mentre la tappa a Firenze è saltata a causa della concomitante manifestazione dei no global.

La traslazione si è svolta dal 16 al 28 ottobre 2004: l’insigne Reliquia della Martire Santa Barbara di Nicodemia, conservata dal 1400 a Montecatini, dopo 600 anni ha lasciato per la prima volta la cittadina termale, di cui è Patrona.

Papa-Francesco-ritratto-del-Maestro-Galeazzo-AuzziGALEAZZO AUZZI

Galeazzo Auzzi è nato a Firenze nel quartiere di Santo Spirito il 4 marzo 1934 ed è morto a Firenze nella tarda serata del 6 gennaio 2016.

E’ un autodidatta avendo seguito l’istinto del suo carattere indipendente.

Ha iniziato giovanissimo dedicandosi al disegno e alla pittura, cercando di interpretare lo spirito del soggetto prescelto più che darne una rappresentazione oleografica.

Questa sua ricerca è già evidente nelle opere giovanili dove i vecchi vicoli e i palazzi fiorentini mostrano di essere principalmente un modo per studiare ed assorbire gli elementi semplici dell’architettura rinascimentale.

Non pago del successo iniziale, Auzzi si è dedicato con costanza alla ricerca di una personale espressione figurativa moderna legata agli immortali valori dell’arte antica con particolare riferimento a quella egizia, etrusca e romana dalle quali trae ispirazione trasferendo certi temi attraverso la sua interpretazione artistica.

Auzzi con la sua tecnica a muro “cesella” opere d’arte d’ampio respiro, d’ispirazione classica ma più agili e dimensionate dall’affresco tradizionale, sempre e comunque murarie e protese nell’attuale tramite l’incisività del segno e una certa stilizzazione che tuttavia non trascura i caratteri dei personaggi.

Talvolta preferisce il supporto di un’autentico pezzo di muro ma in genere “ricostruisce” la base con calce e malta diluita in proporzioni diverse a seconda del chiarore o dell’oscurità richieste dallo sfondo, creando l’illusione del grande affresco.

Una menzione particolare richiede la grande mostra che in occasione dell’Anno Santo del 2000 ha preparato, con l’organizzazione tecnica dell’Associazione Fiorentina Firenze Promuove dal titolo “ Dieci Pontefici per il Giubileo 2000 ” , dieci quadri raffiguranti gli ultimi dieci pontefici personalmente benedetti da Sua Santità Giovanni Paolo II, che ha girato l’Italia venendo esposta in 10 diverse località visitata complessivamente da oltre 100.000 visitatori.

Nel 2014 i 10 ritratti dei Papi sono stati donati dal Maestro Auzzi all’Opera Madonnina del Grappa di don Giulio Facibeni, con l’obbligo di tenerli esposti in un luogo pubblico.

MOSTRE

1965 – Galleria d’Arte Goldoni FIRENZE
1966 – Galleria d’Arte Verritrè MILANO
1966 – Galleria d’Arte “Il Garofalo” ROVIGO
1967 – Galleria d’Arte “L`Incontro” AREZZO
1967 – Galleria Cigaps PARIGI – FRANCIA
1967 – Italian Art Gallery TORONTO-CANADA
1968 – Galleria d’Arte “A Del Rigo” PRATO
1971 – Circolo Borghese e della Stampa FIRENZE
1971 – Galleria d’Arte, ’11 Parione” FIRENZE
1972 – Higbee’s Fine Art Gallery CLEVELAND – USA
1972 – Galleria d’Arte Saletta Conti FIRENZE
1973 – Galleria d’Arte “Amo” FIRENZE
1974 – Rassegna Arte Italiana Welhington-Hamilton-Christchurch NEW ZEALAND
1979 – Galleria d’Arte Moderna “Il Mirteto” FIRENZE
1982 – Palazzo Corsini – Soc. L. da Vinci FIRENZE
1991 – Lungamo Hotel FIRENZE
1992 – Galleria 1l Quadrato” MONTECATINI TERME
1994 – Kreuzhermsaal MEMMINGEN-GERMANIA
1996 – Park Palace Hotel FIRENZE
1996 – Loggia Rucellai FIRENZE
1997 – Palazzo Datini PRATO
1997 – Palazzo Pretorio SANSEPOLCRO
1998 – Lyceurn FIRENZE
1999 – AccademiArt FIRENZE
2000 – Mostra itinerante per l’Italia “Dieci Pontefici per il Giubileo 2000”

OPERE PUBBLICHE

1967 –

FIRENZE – Chiesa di S. Piero in Palco – Tabemacolo “Madonna dell’Alluvione”

1976 –

ASCONA-SVIZZERA – Giardini Lungolago bronzo cm 70×40

1976 –

FIRENZE – Piazza Poggi – “`Stele dell’Amicizia” bronzo mt 2x 1

1977 –

CASTAGNO DI PITECCIO (Pistoia) – Museo all’aperto “Composizione Arcaica” bronzo cm 35×80 – “Sacra Famiglia” – Tabemacolo cm 30×40

1981 –

FIRENZE – Via dello Studio – “Eucarestia” – cotto diametro cm 50.

1984 –

SANTUARIO SCANDICCI ALTO – “San Martino e il Viandante” cm 150×115.

1990 –

GOLINO-SVIZZERA – Tabernacolo con Crocifissione cm 90×70

1992 –

FIRENZE – PALAGIO DI PARTE GUELFA – Dipinto realizzato per la Federazione Italiana Giochi Storici cm 50×70

1995 – FIRENZE – PADRI SCOLOPI – Raccolta Arte Contemporanea – “Grande Battaglia” cm 90×70.
1996 – FIRENZE – REGATA STORICA FIRENZE-PISA – Realizzazione del “Paliotto” per la manifestazione
1996 –

SAN MINIATO ALTO (Pisa) – Convento di S. Francesco – Affresco sui miracoli di S. Francesco mt 2,05×070

1997 –

FERRARA-FONDAZIONE RENZO MELOTTI – “Assedio alla Rocca” – affresco cm 75×110.

1997 –

SANSEPOLCRO – CITTA DI PIER DELLA FRANCESCA – Refettorio Convento Francescano Chiesa di S. Francesco – “S. Antonio da Padova: storie di vita di un Santo” affresco cm 106×65

1998 –

FIRENZE – COMUNITA SALESIANA DI S. MARIA MADRE DELLA CHIESA Ritratti di Madre Teresa di Calcutta e Don Giovanni Bosco

BIBLIOGRAFIA

“GUIDA ALLA SCOPERTA DELLE OPERE
D’ARTE DEL NOVECENTO A FIRENZE”
Provincia di Firenze
a cura di Daniela Salvadori Guidi
Leo S. Olschki Editore
Rif. pagg. n. 66, 87, 116, e 190
LE STRADE DI FIRENZE”
Piero Bargellini
Bonechi Editore
Volume n. 3, pag. n. 146
“I TABERNACOLI DI FIRENZE”
Ennio Guarnieri
Bonechi Editore
Rif. pag. n. 127

“LA STORIA DI FIRENZE DAL 1966 AL 1987”

Marcello Vannucci
Bonechi Editore
Rif. pag. n. 210
“FIRENZE GUERRA E ALLUVIONE”
Paolo Paoletti e Mario Camiani
Becocci Editore
Rif. pag. n. 221

Tutti i diritti dei testi sono riservati all’Autore Franco Mariani e all’Associazione Firenze Promuove © ® 1999 -2016.

I diritti dei quadri dei Papi sono dell’autore, Maestro Galeazzo Auzzi, mentre per le foto i diritti sono dell’autore degli scatti, il giornalista Franco Mariani © ® 1999 -2016.

lettera_vaticano per Firenze Promuove Giubileo 2000

lettera mediateca per giubileo 2000

foto mariani e auzzi al Monumento Angeli del Fango