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54° Alluvione Firenze e 100° Scuola Allievi Sottufficiali Carabinieri: il ricordo speciale voluto da Firenze Promuove

Edizione del: 30 ottobre 2020

Foto 4 nov 2020 54 Anniversario Alluvione 1966L’Associazione Firenze Promuove, che dal 1994 organizza le cerimonie annuali dell’Alluvione del 4 novembre 1966, in occasione del 54mo anniversario ha voluto come ospite d’onore – figura introdotta l’anno scorso con la partecipazione della Misericordia di Firenze – la Scuola Allievi Sottufficiali Carabinieri che quest’anno compie 100 anni di vita, compleanno che a causa dell’emergenza Covid 19 non è stato possibile celebrare pubblicamente.

Non possiamo infatti dimenticare – e per questo Firenze Promuove nel marzo 2019 assieme al Comune ha fatto apporre sulla facciata della ex Scuola in Piazza Stazione una lapide commemorativa – come i 700 allievi della scuola, nel 1966, nonostante loro stessi fossero alluvionati, garantirono la sicurezza notte e giorno dei fiorentini fino al dicembre 1966, e aiutarono la cittadinanza in varie forme, tra cui alcuni salvataggi di persone e anche di animali.

Quanto fecero gli Allievi della Scuola A. S. Carabinieri è stato raccontato per la prima volta, dopo 50 anni, dai Giornalisti Franco Mariani e Mattia Lattanzi nel loro libro “Firenze 1966-l’Alluvione. Risorgere dal fango”, edito da Giunti Editore nel 2016 e distribuito anche nelle edicole della Toscana in abbinamento col quotidiano “La Nazione”.
 
Inoltre Firenze Promuove ha realizzato il documentario “Carabinieri Angeli del Fango”, avvalendonsi delle ricerche storiche dei giornalisti Franco Mariani e Mattia Lattanzi, curato da Franco Mariani, con riprese video e montaggio di Mauro Pocci, utilizzando materiale video e fotografico d’archivio dell’Associazione Firenze Promuove e dell’Arma dei Carabinieri. Nel 2016 il documentario è stato proiettato in anteprima mondiale a Firenze in versione multimediale nella Sala d’Armi di Palazzo Vecchio, visto gratuitamente da oltre 12mila persone.

“In questo momento di sconforto e difficoltà a causa della pandemia è importante ricordare quanto avvenne durante la tragica alluvione del 1966 – ha dichiarato il Presidente di Firenze Promuove, Giornalista Franco Mariani- e lo dobbiamo fare con un duplice scopo: primo per non dimenticare mai, oggi come allora, chi è morto in circostanze tragiche, e per questo stringerci alle rispettive famiglie, come facciamo ogni anno con la celebrazione della Santa Messa e il lancio della Corona di Alloro; ricordiamoci che morirono anche quattro bambini, di cui due di soli due anni. Secondo per ricordare a tutti che i fiorentini hanno un animo forte, che non si fece schiacciare dal fango, e che certamente, nonostante le difficoltà del momento, non si farà schiacciare nemmeno dal Covid. E che tutti dobbiamo stare vicini agli altri come fecero chi non fu toccato dal fango verso chi invece fu sommerso, perdendo tutto quello che avevano di più caro. Oggi come allora non ci dobbiamo far prendere dallo sconforto ma reagire, mantenendo la mente lucida e non dando sfogo a ciò che non appartiene a chi è fiorentino verace”.

In occasione dell’ultimo giuramento, lo scorso 15 ottobre, il Generale Claudio Cogliano, Comandante della Scuola Marescialli e Brigadieri, ha ricordato come “le qualità di altruismo e di senso civico distinsero, il 4 novembre 1966, le attività di soccorso e di salvataggio di tutti gli allievi della Scuola, che portarono aiuti alla cittadinanza ed ai cittadini di Firenze, benché essi stessi vennero danneggiati dalla furia delle acque e del fango. Per quelle azioni meritorie furono tributati ai militari della Scuola tre medaglie al valor civile – 2 di argento ed 1 di bronzo – 9 encomi e 763 attestati di benemerenza. Con gli stessi sentimenti di dedizione, senso del dovere e di vicinanza alla gente, proprio quest’anno gli allievi della Scuola sono stati chiamati inaspettatamente ed in anticipo rispetto ai traguardi del giuramento, della promozione a Maresciallo e della laurea, a fare fronte, a supporto dell’Arma territoriale, ad un evento grave, ad un nemico presente, pervasivo ma non visibile se non nei suoi effetti devastanti. Ebbene essi hanno agito con la stessa abnegazione e valore, qui il filo conduttore, dei loro commilitoni di 54 anni fa, e con lo stesso approccio umano hanno dato coraggio a chi lo aveva perso, hanno contribuito a proteggere le fasce più deboli della cittadinanza, a mantenere la sicurezza del territorio e, nello stesso tempo, continuare un efficace addestramento sul piano operativo, assai incisivo per l’incremento della capacità professionale e l’impostazione deontologica del servizio”.

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