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Attività svolte nel 2012 – XX anno di attività

Edizione del: 30 dicembre 2012

2012

ANNIVERSARIO UCCISIONE AGENTE DI POLIZIA FAUSTO DIONISI DA PARTE DEI TERRORISTI DI PRIMA LINEA

Il Presidente Franco Mariani ha partecipato il 20 gennaio alla annuale cerimonia – prima alla tomba al cimitero di Peretola, poi nella cappella della Questura, e poi in via delle Casine, luogo dell’agguato – in ricordo del Agente di Polizia Fausto Dionisi, ucciso durante un agguato al carcere delle Murate da parte di un commando di terroristi di Prima Linea.

D’ANGELIS PROPONE VIA A FAVORE ANGELI DEL FANGO

Il 23 febbraio, in prima pagina sul quotidiano La Nazione, Erasmo d’Angelis lancia la proposta di intitolare una via agli Angeli del Fango.

Pronta la replica – dura e ferma – dell’Associazione Firenze Promuove, che emette il seguente Comunicato Stampa:

Ci risiamo. Ancora una volta – scrive il Presidente Franco Mariani -e  la cosa è gravissima perché viene da un politico, si esaltano gli Angeli del Fango, questa volta con la richiesta di intitolargli addirittura una via, e non si ricordano invece le 35 vittime dell’Alluvione, tra cui due piccoli bambini di soli 3 anni, gli unici veri Angeli.

Forse D’Angelis – che nell’articolo di ieri su La Nazione non ha mai ricordato una delle vittime, tra cui l’operaio dell’acquedotto, di cui lui oggi è Presidente, Carlo Maggiorelli, a cui è intitolata anche una via, mentre all’Anconella si trova un monumento per lui voluto da Firenze Promuove – non si ricorda che gli Angeli del Fango dal 1976 hanno un loro monumento, in piazza Poggi, opera del Maestro Galeazzo Auzzi, voluto nel decennale dell’alluvione dal Comune, mentre niente esiste per tutte le 35 vittime. Anche Elide Benedetti, altra vittima, ha una targa messa nel 2006 nel rione di Santa Croce.

In 45 anni nessun Sindaco di Firenze ha gettato una corona d’alloro in Arno per ricordare queste inermi vittime.

Nessun Sindaco di Firenze, ne di Sesto Fiorentino, dove abitavano i due piccoli, in 45 anni ha mai consolato le mamme di Marina Ripari e Leonardo Sottile morti a soli 3 anni.

Ma vi sembra giusto che una città come Firenze abbia, anche se doverosamente, un monumento agli Angeli del Fango – comunque da noi sempre ricordati nelle preghiere dell’annuale messa per i defunti che Firenze Promuove fa celebrare ogni anno – e le 35 vittime ne un monumento ne una lapide?.

E’ dal 1994 che Firenze Promuove lo chiede. Sono 18 anni che noi chiediamo al Sindaco di Firenze di venire con il Gonfalone al centro del Ponte alle Grazie a gettare con noi la corona d’alloro.

Non sono mai venuti ne Primicerio, ne Domenici, che hanno pomposamente festeggiato i 30 e 40 anni dell’Alluvione, ne Renzi. Sarebbe bello che domani Renzi, da queste pagine, annunciasse che domenica 4 novembre 2012 sarà con noi sul Ponte alle Grazie, ma non credo abbia il coraggio di farlo.

Tutti i Sindaci hanno sempre avuto paura del ricordo dei morti dell’Alluvione. Sono anni che chiediamo al Sindaco di Sesto Fiorentino, Gianni Gianassi, una lapide per ricordarli.

Nessuno di questi Sindaci ha mai risposto. Nessuno è mai venuto. Nel 1996 chiedemmo al Comune di Firenze una via per Paolo VI, per rendere omaggio a colui che fece tanto per Firenze alluvionata.

Lo ha ricordato più volte anche il Cardinale Betori in questi giorni per la medaglia che appose sul Gonfalone.

L’allora presidente della Toponomastica, il cattolico Giannozzo Pucci, ci rispose: “esiste una lapide in duomo, in latino, che ricorda Paolo VI, non c’è bisogno di dedicarli una via”.

Ecco noi ci sentiamo di rispondere a D’Angelis – che nella home page del sito ufficiale di Publiacqua, ente dei cittadini e non suo, sponsorizza il suo sito personale degli Angeli del Fango – gli Angeli del Fango hanno già un monumento voluto dal Comune, non c’è bisogno di una via, ma è ora invece di ricordarsi delle 35 vittime.

CERIMONIE ANNUALI IN RICORDO ALLUVIONE E VITTIME

Il 4 novembre, come ogni anno dal 1994 per iniziativa dell’Associazione Firenze Promuove, la città di Firenze si appresta a celebrare l’Anniversario della tragica Alluvione del 1966 dove perirono 17 persone in città e 18 della provincia, tra cui quattro bambini, 2 di soli 4 anni entrambi di Sesto Fiorentino, e due sorelline di 6 e 9 anni di Reggello.

Quest’anno il 46mo Anniversario cadendo di domenica porterà ad una piccola variazione del programma, nel senso che la Santa Messa e il lancio della Corona d’Alloro del Comune non saranno consecutive ma spezzate come orario a causa anche di un convegno che si terrà alla Biblioteca Comunale nella mattinata.

La Santa Messa per i morti dell’alluvione sarà celebrata alle ore 9,30 come sempre nella tradizionale cappellina dell’Oratorio della Madonna delle Grazie, in lungarno Diaz 8. Madonna che un tempo si trovava in una delle celle del ponte per proteggere la città dalle inondazioni.

Al termine della Messa seguirà la benedizione del fiume Arno e della Corona.

Alle ore 12,30 circa e comunque al termine del convegno, dalla Biblioteca Nazionale di Firenze, partirà un corteo, aperto da un ex Angelo del Fango, Laura Lonzar, che indosserà un tradizionale costume rinascimentale da Madonna Fiorentina, che porterà la Corona d’Alloro del Comune.

Il corteo si dirigerà al centro del Ponte alle Grazie dove verrà gettata in Arno la corona.

A gettare la corona saranno il Presidente di Firenze Promuove, Franco Mariani, il Presidente del Consiglio Comunale Eugenio Giani, l’Autorità di Bacino del Fiume Arno Gaia Checcucci, il Presidente di Publiacqua Erasmo D’Angelis.

Da due anni il lancio della Corona del Comune, sempre curata da Firenze Promuove, per decisione del Presidente del Consiglio Giani è stata istituzionalizzata ed è entrata a far parte degli appuntamenti ufficiali dell’assemblea di Palazzo Vecchio con quindi la presenza istituzionale di tutti i gruppi politici e consiglieri.

Poco prima dell’anniversario Firenze Promuove emette il seguente Comunicato Stampa:

ANNIVERSARIO ALLUVIONE 1966: BASTA A SOLDI E CONVEGNI PER GLI ANGELI DEL FANGO E’ ORA CHE COMUNE E ALTRE ISTITUZIONI RICORDINO I MORTI E DIANO LORO VOCE

 Giani testimone dal 1994 delle attività alluvione di Firenze Promuove tuttavia non ha mai chiamato Mariani a parlare agli eventi e niente ha fatto di concreto per i morti, solo per una, come mai? Peggio Erasmo D’Angelis che come Publiacqua non mette nemmeno in risalto l’operaio Carlo Maggiorelli, visto che da anni gli chiediamo di spostare il monumento che lo ricorda.

Basta con i soldi agli Angeli del Fango o a chi specula o si arricchisce con l’Alluvione di Firenze del 1966.

Lo denuncia a gran voce il Presidente di Firenze Franco Mariani, che di professione fa il giornalista, ma che dal 1994 è colui che ha iniziato, con Firenze Promuove, a farsi carico delle celebrazioni annuali per ricordare i 35 morti della tragica alluvione (17 in città e 18 in Provincia).

Fino al 1994 nessuno ricordava l’Alluvione di Firenze. Firenze Promuove iniziò quell’anno con una mostra fotografica di 200 foto e a far celebrare una messa per i defunti. Iniziarono così le celebrazioni per il Trentennale – organizzate solo da noi, a differenza del Quarantennale, organizzate da più enti che ci videro il ‘busco’, come si dice a Firenze – e che furono poste, quelle del 1996, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio di vari Ministeri ed Istituzioni (più di 30). Per 3 anni abbiamo organizzato ogni mese esposizioni di mostre ed eventi, senza sponsor, senza contributi pubblici. Legambiente – all’epoca Presidente Erasmo D’Angelis – fu costretta a chiedere a noi di usare l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Ci fidammo, ma fummo ‘buggerati’ da lui. Nessuno di Firenze Promuove parlò nel Salone dei 500 o alle conferenze stampa, e l’Associazione non fu citata negli stampati. Eppure quanti soldi prese D’Angelis in quella occasione da privati ed Enti? A parte noi, nessuno ricordò i morti con qualche parola o gesto concreto. Per i successivi 10 anni nessuno s’interessò dell’Alluvione, solo noi, e poi, sporadicamente, qualche partito, ma sempre e solo per fini politici.

Poi nel 2006, per il Quarantennale, molte Associazioni, primo fra tutti D’Angelis, ci videro il ‘busco’ e chiesero contributi a privati ed enti. Noi niente. E come sempre nessuno, eccetto noi, ricordò i morti. Ma D’Angelis rivenne fuori con gli Angeli del Fango, organizzando un altro raduno. Anche in quella occasione nessuno di Firenze Promuove parlò in Salone dei 500. Nessuna autorità venne a ricordare i morti. Ci fu anche uno scivolone, di cattivo gusto, da parte del Quartiere 5, che volle far passare uno dei due bimbi morti di 3 anni, Leonardo Sottile, come suo residente, organizzando degli eventi; ma quando io feci notare che era di Sesto Fiorentino, si annullò la cerimonia.

Poi due anni fa Giani ci ha chiesto di istituzionalizzare il lancio della corona come Consiglio Comunale. Bene, ci ha fatto e ci fa piacere. Solo che le 35 vittime – e non 37 come scritto nei comunicati stampa di Palazzo Vecchio, il che dimostra l’attenzione che si ha verso questi morti… – vengono schiacciate dai discorsi pomposi, poco costruttivi e per niente memori del sacrificio di chi è morto. Nei Consigli Straordinari, che si sono tenuti dal 1994 ad oggi, mai è stato invitato a parlare il Presidente dell’Associazione che li ricorda. Anche il lancio della Corona dovrebbe avvenire all’inizio della giornata e non alla fine, per assicurare la maggiore presenza di cittadini, che certo avrebbero piacere di venire a Ponte alle Grazie, meglio se ci fosse il Gonfalone con le Chiarine – MAI VENUTO, MENTRE E’ PRESENTE AD ALTRE CERIMONIE DI MORTI – che richiama sempre l’attenzione, oltre a rendere il giusto onore alla memoria, ma non di partecipare al Consiglio Straordinario o ad altro evento di tipo convegnistico.

Il Sindaco di Firenze Matteo Renzi – che vorrebbe fare il Primo Ministro – mai nei suoi discorsi di ieri, in Provincia, e di oggi, in Palazzo Vecchio, ha proferito la parola “morti”, o ricordato le 35 vittime dell’Alluvione di Firenze.

Nel Salone dei 500 in Palazzo Vecchio, gremito di persone e studenti, quando è stato mostrato un paio di anni fa il primo abbozzo del documentario di Erasmo D’Angelis, all’epoca Consigliere Regionale, nessuno applaudì quando, all’inizio del filmato, passarono sul grande schermo i nomi di tutte le 35 vittime.

“Sia come Presidente, che come giornalista, che come semplice cittadino – sottolinea Mariani – ho potuto appurare che con la scusa dell’Alluvione e degli Angeli del Fango, si sono sprecati soldi pubblici, non rispettando le più semplici regole sul diritto d’autore. Consiglio Regionale e/o Fondazione/Mediateca –  con i soldi nostri – ha pagato alla Rai, ad un prezzo ridottissimo, assicurando che sarebbero state utilizzati per uso didattico, dei loro filmati d’archivio. Solo che poi sono stati utilizzati per uso commerciale e la Rai, giustamente, su mia segnalazione, ha chiesto i danni: mi viene riferito 20mila euro, che la Fondazione ha pagato con i soldi dei contribuenti. Poi la Fondazione si è accollata la stampa e la diffusione del dvd e relativo libretto, da vendere in edicola. Non si riesce a sapere quanti soldi hanno speso e soprattutto quante copie sono state vendute. Risulterebbe però, come mi ha dichiarato Chiappini, che ne sono state vendute poche, tanto che ora sono tutte stipate in delle grandi stanze a marcire. Almeno potrebbero essere distribuite gratuitamente alle scuole e alle biblioteche della Toscana.

COME MAI SI SPENDONO SOLDI PUBBLICI IN QUESTE OPERAZIONI COMMERCIALI, E PER LE VITTIME DELL’ALLUVIONE NON SI VUOLE TIRARE FUORI I SOLDI PER METTERE UNA LAPIDE O ERIGERE UN MONUMENTO IN LORO RICORDO?

Tenuta anche una conferenza stampa presso il Monunento agli Angeli del Fango

I 2 BIMBI DI 3 ANNI DI SESTO FIORENTINO DIMENTICATI DAL SINDACO GIANASSI

Sono tre anni che Firenze Promuove ha inviato una lettera aperta a Gianni Gianassi, Sindaco di Sesto Fiorentino, Comune a cui appartengono le più piccole vittime dell’alluvione di Firenze: MARINA RIPARI E LEONARDO SOTTILE DI SOLI 3 ANNI, PER CHIEDERGLI DI VOLER METTERE UNA LAPIDE O FAR ERIGERE UN MONUMENTO IN LORO MEMORIA.

QUESTO IL TESTO DELLA LETTERA CHE NON HA MAI RICEVUTO RISPOSTA

“Mi rivolgo a Te, quale primo cittadino di Sesto Fiorentino, dopo che Matteo Renzi, Sindaco di Firenze, I’ Renzino, come direbbero i nostri vecchi di un tempo, ancora una volta ha deciso di andare contro tutti (vedi rapporti per altre questioni con gli altri Sindaci della Piana) e dire ‘non ricordiamoci più dell’Alluvione, soprattutto dei morti perché l’anniversario dell’Alluvione deve solo servire per ricordarci che bisogna mettere in sicurezza l’Arno affinché non ci siano più alluvioni come quella del 4 novembre 1966’. Come fanno presto le nuove generazioni a dimenticare…. la Memoria Storica, quella con le iniziali maiuscole da quando non s’insegna più a scuola è diventata davvero qualcosa di irrisorio. Siccome i due bambini, Marina Ripari e Leonardo Sottile, di soli tre anni, erano cittadini di Sesto Fiorentino, ti chiedo, memori anche di altre tragedie che in passato hanno colpito la tua cittadina e che Ti hanno sempre visto, cosi come tutta la cittadinanza di Sesto, attivi per non dimenticare, di volerti fare carico, a differenza del Sindaco di Firenze, del ricordo, nel modo che riterrai più opportuno, con una lapide, un piccolo monumento, o altro, di almeno queste due inermi vittime, strappate dalla furia delle acque:  Marina, dalle mani del padre che cercava di metterla in salvo, mentre Leonardo dalle mani della madre mentre erano ancora in casa nella camera da letto. Alla luce del Renzino oggi, più di ieri, si rende necessario fare qualcosa per ricordare degnamente Marina e Leonardo, perché le loro morti siano di monito a tutti noi, stringendosi al ricordo delle loro rispettive famiglie, a cui deve sempre andare il pensiero e la solidarietà di tutti noi, Sindaci ed Amministratori per primi!

La conferenza stampa si è tenuta in Piazza Poggi davanti al Monumento agli Angeli del Fango, opera del Maestro Fiorentino Galeazzo Auzzi, autore anche della Madonna dell’Alluvione, posta sulla facciata del campanile della parrocchia di San Pietro in Palco, in Piazza Elia Dalla Costa, proprio per ribadire la discriminazione del Comune di Firenze, come delle altre Istituzioni, tra gli Angeli del Fango e i Morti.

“I veri Angeli del Fango, a cui comunque il Comune nel 1976 per il decennale ha voluto far erigere un Monumento opera del Maestro Auzzi – ribadisce il Presidente Mariani – non amano essere osannati, ricordati si, ma non incensati con tanto di diploma o medaglia, come è successo in passato, e noi li ricordiamo ogni anno anche nella Messa. Inoltre, nel Trentennale, ci siamo interessati del restauro del Monumento, della sua illuminazione, in quanto era completamente al buio, valorizzandolo di più grazie anche ad una nuova siepe”.

“Firenze Promuove – ha evidenziato il Maestro Galeazzo Auzzi – da quando mi ha contattato nel 1994, ha fatto tanto per questo Monumento e per ricordare gli Angeli del Fango, tra cui anche due fiaccolate in loro onore, ma a dire il vero chi si spaccia per paladino degli Angeli del Fango, mai mi ha cercato, intervistato, o ripreso il monumento,e parlato dello stesso. Mi farebbe piacere che D’Angelis, visto che ora è anche Presidente di Publiacqua, e che il monumento ai ‘suoi’ Angeli del Fango sorge dove prima si trovava il vecchio acquedotto comunale, realizzasse una pubblicazione sul Monumento e su l’operaio Carlo Maggiorelli, che morì perché non volle lasciare il suo posto di lavoro”.

“Noi – ha concluso Mariani – sono tre anni, che chiediamo a D’Angelis di spostare il Monumento che Firenze Promuove ha fatto erigere in ricordo di Maggiorelli all’acquedotto, ma che non è visibile dall’esterno. Basterebbe avvicinarlo alla ringhiera che costeggia la strada, ed illuminarlo adeguatamente, per rendergli il giusto omaggio. Tra l’altro nessun Presidente di Publiacqua si è mai visto la mattina del 4 Novembre al Cimitero di San Felice ad Ema a rendere omaggio alla sua tomba. Almeno questo il Comune lo fa, deponendo un mazzo di fiori”.

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