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50° Alluvione: grande commozione alla tomba di Leonardo Sottile la più piccola vittima di soli 3 anni

Edizione del: 31 ottobre 2016

Grande commozione domenica 30 ottobre, alle tombe delle 2 più piccole vittime dell’alluvione di Firenze del 1966, Marina Ripari e Leonardo Sottile, entrambi di soli 3 anni, tutti e due residenti a Sesto Fiorentino, ed entrambi morti all’Osmannoro, al cui il Comune di Sesto Fiorentino, e quello di Firenze, con i rispettivi Gonfaloni, hanno reso omaggio assieme all’Associazione Firenze Promuove, guidata dal Giornalista Franco Mariani, che si è fatto promotore delle due cerimonie in occasione del 50° anniversario.

Qui le immagini della cerimonia svoltasi alle ore 11,30 al Cimitero di Settignano a Firenze, dove, assieme al Gonfalone del Comune di Firenze, è stato reso omaggio alla tomba di Leonardo Sottile alla presenza della mamma di Leonardo e delle due sorelle di Leonardo.

Voci incrinate degli oratori a Settignano dove la presenza della mamma di Leonardo, Graziella, ha reso ancora più toccante l’omaggio al figlio morto mentre era con lei nel letto di casa.

“Peccato – ha evidenziato il Presidente di Firenze Promuove, Franco Mariani – che anche il neo Sindaco continui sulla linea intrapresa dall’ex Sindaco Gianassi, ovvero di non onore degnamente, con la sua presenza, ma delegando, le due più piccole vittime di quello che rimane per il Comune, il più grave disastro del Novecento dopo la seconda guerra mondiale. Cosi come prosegue sulla linea di non dedicare un area o mettere una targa che ricordi le due piccole vittime che persero la vita a causa della furia dell’Arno. Non solo, ma il neo Sindaco si è anche rifiutato di onorare, dopo 50 anni, l’eroico gesto di  Sultanija Cejvan Chirici, che ancora minorenne, non esitò a lanciarsi in aiuto dei genitori di Marina Ripari e a portarli in salvo, visto che da 4 ore chiedevano di soccorrerli e nessuno si prodigava ad andare in loro aiuto. Lo fece a rischio della sua vita e soprattutto riportando gravi ferite durante l’operazione di salvataggio”.

A distanza di 50 anni la memoria è ancora labile e a questo punto tra poco si perderà rapidamente con il ricambio generazionale che nulla saprà, a questo punto di quello che successe il 4 novembre 1966 quando nel pomeriggio arrivò l’acqua a Sesto Fiorentino, portandosi via due vite che oggi potevano essere nonni felici, lasciando nella disperazione più nera le loro famiglie.

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